Mondiali: Suarez già un mito, America Latina s’inchina

BUENOS AIRES. – Sembrano lontani i tempi in cui nelle partite tra le squadre “uruguayas” e “argentinas” volavano botte da orbi: oggi, anche Buenos Aires, così come tutta l’America Latina, s’inchina con grande ‘fair play’ a Luis Suarez e all’impresa della ‘Celeste’ contro l’Inghilterra. E’ chiaro che tra le due sponde del Rio de la Plata la tradizionale rivalità sul fronte del ‘futbol’, e non solo, rimane sempre in piedi, pronta a riaffiorare – botte incluse – in qualsiasi momento, anche durante i mondiali in corso in Brasile. Oggi però è la grande giornata di ‘Re Luigi’, del ‘maestro’ Tabarez e di una squadra che, riconoscono i tifosi argentini (ammiratori di Leo Messi inclusi) ha confermato di avere fegato e una ‘garra’ che non si piega a nulla. Neanche alla vecchia, ma ringiovanita, England. Ieri sera, dopo la fine della partita di San Paolo le tv e i siti argentini hanno rilanciato per ore le immagini delle due reti di Suarez. E oggi, il “Pistolero” è su tutte le prime pagine della stampa di Buenos Aires, e non solo. “Suarez, l’invincibile”, afferma per esempio Clarin, che sottolinea che nell’incontro con gli inglesi “l’Uruguay ha aggiunto un altro meraviglioso capitolo nella sua mitica storia calcistica”. Altri media hanno rispolverato i tanti record di Suarez, massimo goleador con la maglia ‘Celeste’, 41 reti in 76 partite, oltre alle 5 reti nelle sette partite giocate finora ai mondiali (due ieri, tre in Sudafrica). E anche in Brasile, dove rimane sempre vivo il timore del ‘fantasma’ del Maracanazo del 1950, oggi si parla di Suarez: per esempio, sulla prima pagina del Folha de S.Paulo. Oppure a Cuba, dove il Granma, il giornale del Pc cubano, ricorda che “l’Uruguay sopravvive nel gruppo della morte”. Un altro quotidiano, l’argentino Diario Popular, ha piazzato nella sua prima pagina una foto di Suarez, commentandola semplicemente con la parola ‘Viven’ (Vivono). Il riferimento è all’aereo con un gruppo di rugbier uruguaiani caduto tra le nevi delle Ande nel 1972: 29 ragazzi morirono, ma altri 16 riuscirono a ‘sobrevivir’. Proprio come l’Uruguay dopo la debacle con la Costa Rica. E che si dice infine a Montevideo sul nuovo eroe nazionale? Dopo l’emozionante e rumorosissima festa di ieri nelle strade della capitale, la stampa dedica ogni tipo di articoli, commenti e analisi. E riprende tra l’altro voci provenienti dai media spagnoli secondo le quali ‘super-Luis’ sarebbe nel mirino del Barcellona.

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