Berlusconi: attacco alle toghe, pm valutano incriminazione

MILANO. – Si profila una nuova ‘tegola’ giudiziaria per Silvio Berlusconi con il rischio di una incriminazione per il reato di oltraggio a magistrato in udienza e la compromissione dell’affidamento in prova ai servizi sociali di un anno per la vicenda Mediaset. Per il nuovo attacco ai giudici sferrato in aula a Napoli, al temine della sua testimonianza del processo a Valter Lavitola, il procuratore Giovanni Colangelo, e i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, nei prossimi giorni esamineranno il verbale d’udienza per una eventuale iscrizione nel registro degli indagati del leader di Forza Italia. Verbale che dovrebbero anche trasmettere al giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti affinchè possa decidere se revocare o meno l’affidamento o inserirlo nel fascicolo dell’ex premier per la valutazione finale del suo percorso di reinserimento. Mentre oggi a Milano si è aperto il processo in appello sul caso Ruby che, salvo imprevisti, andrà a sentenza il prossimo 18 luglio, solo lunedì o martedì prossimi, quando saranno pronte le trascrizioni delle parole esatte pronunciate, si saprà quale sarà la decisione della Procura partenopea sull’ultimo affondo di Berlusconi contro le toghe. Affondo arrivato alla fine di una deposizione in cui l’ex Cavaliere aveva mostrato segnali di insofferenza. Prima di concludere, rivolgendosi al presidente del collegio Giovanna Ceppaluni, è partito il fuori programma: “Non riesco a capire le ragioni di queste domande”, ha fatto notare. “Non c’è proprio alcun bisogno che lei capisca”, è stata la replica del presidente. Poi la reazione, dettata forse da una rabbia a lungo trattenuta: “La magistratura – ha alzato i toni Berlusconi – è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’impunita’ piena”. Parole queste che potrebbero avere conseguenze e aprire un nuovo capitolo dei guai giudiziari dell’ex capo del Governo. Potrebbero farlo finire sotto inchiesta a Napoli e , si ipotizza, costargli una eventuale revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Quasi certamente, qualora le trascrizioni del verbale dell’udienza di ieri venissero trasmesse al giudice Crosti o sia lei stessa a richiederle, finiranno nel suo curriculum di “condannato” per essere “oggetto di valutazione” in vista dell’esito finale della ‘prova’ o quanto meno della concessione dei 45 giorni di liberazione anticipata. E questo perchè il Tribunale di Sorveglianza, nel concedere all’ex premier l’affidamento aveva fissato alcune prescrizioni tra cui quella di evitare dichiarazioni offensive nei confronti dell’ordine giudiziario. Non così la pensa uno dei suoi difensori, il prof. Franco Coppi, secondo il quale Berlusconi “se ha fatto queste dichiarazioni mi pare sia stato tirato per i capelli”. Il legale, aggiungendo che ”poteva esserci un po’ più di garbo” da parte dei giudici, ha parlato di “reazione umana” da parte del suo cliente e ha affermato di non credere che ci possa essere alcun “rischio” per quanto riguarda l’affidamento. Intanto questa mattina ha preso il via davanti alla seconda Corte d’appello il processo sul caso Ruby nel quale l’ex Cavaliere un anno fa è stato condannato dal Tribunale a sette anni di carcere. Mentre lui era impegnato, come ogni venerdì, ad assistere gli anziani ospiti nel centro di Cesano Boscone, al palazzo di giustizia, con la relazione del giudice Concetta Lo Curto, si è ritornati a parlare della vicenda della giovane marocchina spacciatasi o spacciata per nipote di Mubarak, della sua notte in Questura e delle presunte feste a luci rosse ad Arcore, delle tesi di accusa e difesa. Dopo di che è stato stilato il calendario: l’11 luglio la parola passerà al sostituto pg Piero De Petris per la requisitoria, il 15 e il 16 si terranno le arringhe difensive e il 18 la camera di consiglio per il verdetto. E questo a meno che Berlusconi, che si presenterà in aula “solo se sarà opportuno” non riservi qualche mossa a sorpresa, come un’istanza di trasferimento del processo a Brescia. Mossa che Coppi e il collega Filippo Dinacci al momento hanno escluso. (Francesca Brunati/ANSA)

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