Mondiali: super Neymar, la 100sima partita della Selecao è una festa

BELO HORIZONTE. – Dopo Messi, Neymar. Quello del 2014 può essere davvero il Mondiale delle due grandi stelle sudamericane. Il primo aveva risolto da solo, con una prodezza delle sue, di sinistro, il match dell’Argentina con l’Iran. Il secondo, idolo assoluto di duecento milioni di brasiliani, con due magie nello stadio di Brasilia che porta il nome di un altro campione, Garrincha, che era l’allegria del popolo, ha regalato alla Selecao una vittoria in goleada nella sua partita n. 100 nella storia dei Mondiali. E, tanto per rimanere in tema, il secondo gol personale di ‘O Ney’ è stato anche il numero 100 di questa Coppa giocata in terra brasiliana. “E’ un talento unico nel calcio mondiale, e non riesco a vedere la nazionale brasiliana senza di lui”, ha commentato Ronaldo Fenomeno dopo la partita, incoronando in modo definitivo il suo erede, che con la doppietta di oggi è arrivato a quota 35 reti in maglia ‘amarelinha’, eguagliando a soli 22 anni lo score di due fenomeni come Tostao e Ronaldinho. A Brasilia Neymar ha fatto impazzire di gioia i suoi tifosi, deliziandoli anche con giocate d’autore, come quando ha servito un incredibile assist di tacco a Neymar o quando ha fatto passare il pallone sopra la testa di un avversario. Ha tentato anche una ‘lambreta’ su Nyom, che lo aveva provocato per gran parte della partita (e bravo è stato il n.10, in diffida, a non rispondere alle provocazioni), ma non gli è riuscita provocando la stizzita reazione dell’avversario. Questo super Neymar ha anche permesso al Brasile di venire fuori da una situazione che nei primi 45′ si era fatta complicata: ancora una volta la Selecao, in evidente crisi di gioco e troppo ansiosa, si era affidata alla creatività e alle iniziative del suo n.10, come in occasione del secondo gol quando, ricevuta palla da Marcelo, si è accentrato in modo irresistibile e ha ‘fulminato’ di destro il portiere avversario. In precedenza l’erede di O Rei aveva segnato intervenendo di piatto destro su cross del bravo Luiz Gustavo, ma il Camerun, che giocava senza timori reverenziali e si faceva valere anche con qualche fallo di troppo (non sanzionato a dovere dall’arbitro), aveva pareggiato grazie alla proiezione offensiva di due difensori: Nyom, che si era ‘bevuto’ un Dani Alves dalla cui parte gli avversari trovavano spesso il modo di passare, aveva crossato in mezzo all’area e Matip, lasciato solo, aveva battuto Julio Cesar. Andata al riposo sul 2-1, la Selecao è nettamente migliorata nella ripresa, con l’ingresso di Fernandinho, che ha cambiato il centrocampo della squadra, al posto dello spento Paulinho, che ora rischia davvero di perdere il posto. Fernandinho ha messo lo zampino, in quasi tutte le azioni migliori del Brasile, compresa quella al 49′ da cui è arrivata la rete del 3-1, segnata da Fred in fuorigioco. Così il n.9, che per prepararsi al Mondiale non esce da otto mesi (lui amante della vita notturna) e legge ogni giorno la Bibbia, ha segnato il suo primo ‘punto’ di questo Mondiale, evitando di battere il record di ‘sterilità’ di Serginho del 1982 e sbloccandosi alla terza partita come gli era successo l’anno scorso in Confederations Cup, un precedente che la torcida si augura porti bene. Adesso ci sarà il ‘Clasico’ sudamericano, sabato contro il Cile in quella Belo Horizonte che Scolari considera sede ideale per le partite della sua nazionale. Capello ossigenato (Neymar) e baffi (Fred): con questo nuovo look il Brasile continua a sognare l’Hexa. (dell’inviato Alessandro Castellani/ANSA)

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