Renzi, ancora non finita la crisi, mille giorni per farcela

Pubblicato il 24 giugno 2014 da redazione

ROMA. – Una “sfida al Parlamento” sul medio periodo: mille giorni per riformare il Paese. Dopo i primi cento giorni “più o meno scoppiettanti”, dopo aver incassato un tesoretto di oltre il 40% di voti e alla soglia del semestre di guida dell’Ue, Matteo Renzi rilancia l’azione del suo governo su un orizzonte di legislatura. Con un “pacchetto di riforme” da realizzare da qui al 2017. I cinque stelle attaccano: è un “bluff”, con l’obiettivo di stiracchiare il cronoprogramma. Nessun rallentamento, replicano dal governo: si va avanti come indicato, ma con il respiro di un “arco di tempo ampio”. Parla allo stesso tempo ai parlamentari italiani e ai partner europei, Matteo Renzi. La partita per imprimere al Paese il cambiamento promesso, si gioca – è consapevole il premier – a Roma, quanto a Bruxelles. Bisogna portare avanti un piano organico di riforme in Italia, per dimostrare all’Europa che questa volta si fa sul serio. E bisogna esigere dall’Europa, sulla base di quel piano, più “flessibilità” per poter davvero realizzare quanto programmato, creare lavoro e innescare davvero la ripresa. Perché “l’Italia è uscita dalla depressione psicologica ma non ancora dalla crisi”. Almeno, “non tutta”. E’ all’esempio della Germania che guarda esplicitamente il premier. Nel 2003, l’ultima volta che l’Italia ha avuto la presidenza di turno dell’Ue, il tedesco Schroeder, moderno “Noè che costruisce l’arca prima che arrivi il diluvio”, chiedeva di sforare i parametri europei per portare avanti le riforme che oggi rendono Berlino la locomotiva d’Europa. L’Italia oggi chiede margini per fare lo stesso, senza neanche sforare il 3%. E si presenta a Bruxelles, alla vigilia del suo semestre di presidenza, con la “forza” di un governo che guarda a un orizzonte di legislatura proprio per fare le riforme. Se nei primi cento giorni di governo non si è capito che gli interventi messi in cantiere, dalla riforma del Senato alla P.a, sono pezzi di un “puzzle”, “è colpa mia”, dichiara Renzi nell’Aula della Camera. Perché invece c’è un disegno complessivo dietro l’esordio “più o meno scoppiettante” a Palazzo Chigi. Non tutto ha funzionato a dovere, ammette qualche renziano, nel giorno in cui, con la firma del capo dello Stato, si conclude la lunga gestazione dei testi di riforma della P.a. Ma la tabella di marcia non rallenta, assicurano da palazzo Chigi, bensì assume più ampio respiro. Annuncia Renzi: “Ci prendiamo un arco di tempo che sia sufficiente: dal 1 settembre 2014 al 28 maggio 2017. Quasi tre anni per individuare punto per punto” come cambiare il Paese: “Non genericamente ‘le riforme’ ma come cambiare il fisco, quali infrastrutture inserire nello Sblocca Italia…”. Ponendosi ogni volta una data di scadenza: “Ci piacerebbe che il Parlamento approvasse la legge delega sul lavoro entro la fine del semestre italiano Ue”, dice Renzi. E’ insieme una richiesta di collaborazione e una sfida, quella che lancia il premier parlando a braccio in Parlamento. Un’apertura al dialogo, per superare il rischio di farsi impantanare da lungaggini e freni. E insieme l’avvertimento ai “conservatori” di ogni colore a non provare a bloccare il percorso, perché se è vero che “la legittimazione del governo deriva non dal voto, ma dal Parlamento”, il governo non ha però paura di “andare a casa” (e mandare a casa tutti) “anche domattina”. Proclami da “parolaio vuoto”, che va in Europa “col cappello in mano”, dichiara il leghista Matteo Salvini. Mentre i 5 Stelle, che Renzi potrebbe incontrare in prima persona domani per sfidarli a viso aperto sulle riforme istituzionali, partono all’attacco lancia in resta: “Aveva promesso le riforme in 100 giorni. Non ne ha fatta una – scrive su Twitter Riccardo Fraccaro – Così i giorni diventano 1.000! È la #svoltabluff”. (Serenella Mattera/ANSA)

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(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Gennaro Gattuso prende le difese di Gianluigi Donnarumma, "pur rispettando i tifosi" che hanno contestato il portiere durante Milan-Verona. "Si sta facendo passare un ragazzo così giovane - spiega l'allenatore dei rossoneri - come un mostro. Non se lo merita, ha valori incredibili. Dobbiamo tutelare un ragazzo in grandissima difficoltà. Non ha saltato mai un allenamento o una partita, dopo il pareggio con il Benevento ha pianto. Io vedo un ragazzo che si allena con grande professionalità e voglia: è il portiere più forte del mondo e un grandissimo uomo". Gattuso commenta le voci di mercato sul portiere: "Se la società dice che non vuole vendere, cosa devo dire di più? Gigio non mi ha mai detto che vuole andar via. E non ho detto che Mino sta convincendo il ragazzo. Vediamo come andrà a finire".

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - Tutto invariato al vertice della Premier League, dopo le partite del turno infrasettimanale, valide per la 17/a giornata. Vincono i due Manchester, che restano separati di 11 punti in classifica: il City leader s'impone sul campo dei gallesi dello Swansea per 4-0 (15/a vittoria di fila e record), con doppietta di David Silva, reti di De Bruyne e Aguero, in campo da titolare. E' la 15/a vittoria di fila per la squadra di Guardiola, un record per il campionato. Il City non ha faatto bottino pieno l'ultima volta il 21 agosto. Lo United si è imposto per 1-0 in casa contro il Bournemouth, grazie a un gol di Romelu Lulaku, servito da Juan Mata. al 25'. Successo anche per Antonio Conte e il Chelsea sul campo dell'Huddersfield per 3-1. Di Bakayoko, Willian e Pedrito le reti. Senza gol, infine, uno dei tanti derby di Londra, quello fra West Ham United e Arsenal.

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