Trovato accordo Alitalia- Etihad. Monito Ue su controllo

ROMA. – Si fa sempre più vicino il matrimonio tra Alitalia ed Etihad. Le due compagnie hanno comunicato formalmente di aver trovato un’intesa sui termini dell’operazione con cui il vettore degli Emirati Arabi acquisirà il 49% di Alitalia. Nei fatti mancano ancora l’accordo con le banche, con le quali però sono stati fatti passi avanti decisivi, e con i sindacati, anche se dalla Cisl arriva il plauso per l’accordo,”un fatto molto positivo che apre una prospettiva nuova ed importante per tutto il sistema paese”. Ma nel frattempo si lavora a finalizzare il contratto. Mentre dall’Europa arriva il monito affinché il controllo resti in mano europee. A quasi cinque mesi dall’ingresso nella fase finale della trattativa (comunicato dalle due compagnie il 2 febbraio scorso), Alitalia ed Etihad hanno formalizzato con un comunicato congiunto lo stato dei negoziati, spiegando di aver “trovato un accordo sui termini e condizioni dell’operazione”: ora, già dai prossimi giorni, si procederà alla “finalizzazione della documentazione contrattuale, che includerà le condizioni concordate” e che è attesa entro fine luglio. Il perfezionamento dell’operazione, comunque, è soggetto alle approvazioni delle competenti autorità Antitrust. L’Europa, intanto, richiama le autorità italiane e chiede di rispettare le norme, facendo in modo che Alitalia resti in mani europee così come il controllo. Bruxelles potrebbe chiedere maggiori informazioni solo per accertare il rispetto delle regole. Continua ad esprimere fiducia sul buon esito dell’operazione il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: “E’ sempre più chiaro che questo matrimonio s’ha da fare, perché è ormai evidente a tutti che si tratta di un forte investimento industriale con concrete prospettive di sviluppo per la nostra compagnia”. In serata Lupi ha anche attaccato Lufthansa che ha chiesto all’Ue di fermare l’accordo. “Non permetteremo a nessuno di usare l’Europa per limitare il libero mercato e lo sviluppo del trasporto aereo” ha detto il ministro. “Lufthansa non si preoccupi – ha attaccato Lupi -, l’Italia vigilerà che l’accordo Alitalia-Etihad avvenga nel pieno rispetto delle norme comunitarie, esattamente come hanno vigilato la Germania e altri paesi in altre occasioni simili. Comprendo, d’altronde, i timori della compagnia tedesca che per anni ha goduto dei vantaggi derivanti dalla temporanea debolezza delle compagnie aeree italiane e che ora vede avanzare un serio concorrente”. Sul buon fine dell’accordo restano tuttavia ancora aperti i due nodi principali: debito ed esuberi. Sul primo, tuttavia, si va verso la conclusione: “Ieri sera c’è stato un importante incontro con le banche e con i principali azionisti, in un clima positivo e nel quale si sono fatti passi avanti decisivi”, ha fatto sapere Lupi. La soluzione su cui si sta stringendo per la rinegoziazione dei 565 milioni di debito è la cancellazione di un terzo e la conversione in azioni dei restanti due terzi. E’ rimasto sospeso invece il confronto con i sindacati per gestire i 2.251 esuberi chiesti da Etihad: dopo gli incontri della scorsa settimana sui vari comparti, i sindacati sono ancora in attesa di una nuova convocazione ufficiale dell’azienda, che dovrebbe arrivare per i prossimi giorni. I sindacati hanno detto chiaramente “no ai licenziamenti”, ma a quanto pare sembra che Etihad non sia disposta a concedere qualcosa di diverso dalla mobilità. Si sta quindi cercando di capire se c’è un modo per aggirare le rigidità della legge Fornero per poter ricorrere ad una formula simile a quella usata nel 2008 del 4+3 (ovvero 4 anni di cigs e tre di mobilità): si pensa a ridurla ad un 2+3. Intanto il Governo lavora dietro le quinte sugli strumenti possibili per tutelare l’occupazione e “presto” Lupi e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti incontreranno i sindacati per fare il punto sugli esuberi. “I ministri Lupi e Poletti hanno detto che faranno il 100% di quello che serve per alleviare ogni sofferenza immediata”, dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: “Noi speriamo che manterranno la loro parola. Ci sono ammortizzatori da mettere a disposizione come in tutte le aziende in difficoltà e devono essere usati anche per Alitalia”. Mentre la Filt-Cgil ammonisce: “Tra ‘penultimatum’ e finti annunci, sull’accordo siamo ancora a zero”.

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