Consecomercio, è necessario modificare il Sicad II

PUNTO FIJO – Controllo dei cambi sotto accusa. L’economia é alla deriva: le industrie segnano il passo, negozi di generi alimentari non hanno prodotti e tutto il commercio soffre le conseguenze della carenza di beni. Per i produttori e commercianti, oggi, non é vita facile. E, in parte, la colpa é del controllo dei cambi e di un sistema lento nella consegna di valuta per l’acquisto della materia prima.

Durante l’assemblea annuale di “Consecomercio”, Mauricio Tancredi, presidente dell’organismo, ha fatto notare come il “Sistema Complementario de Administración de Divisas” (Sicad II) non ha risolto i grossi problemi del settore.

Il leader imprenditoriale ha sottolineato che in questo momento i commercianti riescono solamente a “sopravvivere” perché il Paese soffre una profonda “carenza di valuta”.

Sempre nell’ambito dell’assemblea di Consecomercio, che si svolge a Punto Fijo, il presidente di Fedecámaras,  Jorge Roig, ha lanciato l’allarme: oggi l’indice di scarsitá ha raggiunto il 28 per cento e, per alcuni prodotti, addirittura il 70 per cento. Cifre da capogiro che giustificano l’assenza di generi alimentari, medicine e prodotti per l’igiene negli scaffali dei supermarket. E la preoccupazione dei consumatori che spendono gran parte del loro tempo vagando da un supermarket all’altro nella speranza di trovare latte, burro, farina, zucchero o dentifricio, carta igienica, sapone, deodorante…

– Nessun industriale è disposto ad investire in un paese in cui non si ha la garanzia di poter rimpatriare i capitali o nel quale si corre il rischio di essere espropriati – ha spiegato Roig che ha poi precisato:

– A proposito delle aziende espropriate, oggi nessuna di esse produce come prima. La carenza di prodotti nel mercato dipende anche dalla caduta della produzione nazionale.