Mondiali: tecnici e stranieri, il flop dell’altra Italia

ROMA . – L’Italia esce con la coda tra le gambe dal mondiale, ma il disastro accompagna anche le prestazioni di altri esponenti vecchi e nuovi del campionato. Non vanno oltre la prima fase infatti gli altri due tecnici italiani, Zaccheroni e Capello, mentre salvo rare eccezioni (Cuadrado, Mertens, De Jong, Pogba, Gervinho) anche i giocatori stranieri della serie A lasciano una traccia sfuggente nel mondiale che attende la super sfida per il titolo tra Messi, Neymar e Mueller. Nei giorni in cui sono saltati il ct e il presidente federale, e si mette in cantiere l’ennesima rifondazione, il panorama e’ grigio col pericolo di fuga verso piu’ ricchi campionati esteri dei pochi campioni rimasti. In quanto all’arrivo di talenti consolidati, non e’ proprio aria, e l’Italia sembra doversi rassegnare al ruolo di talent scout di giovani da valorizzare per poi rivenderli a chi si puo’ permettere ingaggi da oltre 4 mln a stagione. Anche il lavoro all’estero dei tecnici stranieri non sembra essere piu’ apprezzato: con la lodevole eccezione di Ancelotti al Real e’ stato l’anno dell’addio di Spalletti allo Zenit, di Mancini al Galatasaray (per questioni di mercato) e del flop dei mondiali. Zaccheroni ha lasciato il Giappone mentre Capello, che si e’ molto lamentato degli arbitri, resta per addestrare la Russia in vista dei mondiali a casa. Dei 60 giocatori stranieri delle squadre italiane rimangono presenti in 13 delle 16 squadre qualificate (salvo Messico, Costa Rica e Stati Uniti) mentre erano titolari in 7 delle 15 squadre eliminate. Ma molti non sono mai entrati, altri hanno giocato spiccioli di partita, in pochi hanno lasciato il segno. Partendo dalle squadre eliminate, positivo, in linea con la stagione nella Roma, il bilancio di Gervinho, autore di due gol e un assist con la Costa d’Avorio. A corrente alternata, ma autore di un gol e un assist, anche l’altro romanista Pjanic con la Bosnia mentre Lulic non ha inciso. Un gol e un assist anche per il milanista Honda nel Giappone che e’ andato meglio dell’interista Nagatomo. Lo juventino Asamoah ha dato un buon contributo al Ghana mentre il milanista Muntari ha rovinato tutto facendosi cacciare insieme a Boateng per insulti al tecnico Appiah. Una buona partita per i napoletani Reina e Albiol nella Spagna e per il laziale Postiga nel Portogallo. Dei 46 qualificati agli ottavi di finale il migliore e’ stato il viola Cuadrado: un rigore, due assist, prestazioni scintillanti in una Colombia che sogna la semifinale. Con lui molto bene il 38/enne atalantino Yepes, sufficienza stiracchiata per Zapata, Zuniga, Ibarbo e Guarin (dal quale si aspetta molto di piu’). Protagonista anche il napoletano Mertens nel Belgio che si e’ conquistato il posto in squadra con giocate effervescenti e un gran gol all’Algeria. Bene nella Francia Pogba, che si e’ procurato un rigore e un assist e lavora molto bene per Benzema e Giroud. Klose nella Germania ha giocato poco ma ha siglato il pari col Ghana raggiungendo a 15 gol Ronaldo nella classifica di tutti i tempi. In crescita dopo l’infortunio l’altro juventino Vidal in un Cile positivo e buon apporto del suo compagno Isla. Fra i migliori nelle tre gare della sorprendente Olanda il milanista De Jong, sgobbone laborioso per la stella Robben. A corrente alternata i tre svizzeri Lichtsteiner, Inler e Behrami, gli argentini Higuain e Fernandez (pochi spiccioli di gara per Palacio e Alvarez), gli uruguayani Caceres e Gonzales, i greci Torosidis e Kone, prove discrete per l’algerino Mesbah e il nigeriano Onazi. Un’espulsione per il fiorentino della Croazia Rebic mentre nel Brasile solo 30′ per Hernanes e tre panchine per Maicon e Henrique. Ma il bilancio e’ provvisorio, molti potrebbero cambiare passo nelle prossime gare. (Giorgio Svalduz/ANSA)

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