Mondiali: Scolari spinge il Brasile, Neymar vuole coppa

BELO HORIZONTE (BRASILE). – Nel giorno dei due derby sudamericani, quello per cui l’attesa è spasmodica si gioca a Belo Horizonte. Gli abitanti della capitale dello stato di Minas Gerais hanno messo da parte la loro tradizionale riservatezza e si sono gettati anima e cuore fra le braccia della Selecao. Dal momento in cui è arrivata in città, è tutto uno sventolio di bandiere, un risuonare di trombe e, in attesa che arrivi l’ora della partita contro il Cile, ci si veste di gialloverde. Ha forse ragione Scolari quando dice che nessuna ‘torcida’ ama la Selecao come questa, e infatti domani è garantito il tutto esaurito, anche se si gioca in un orario, le 13, da queste parti decisamente inconsueto. Brasile-Cile è un match da non perdere, sul quale vigileranno 13mila agenti delle forze dell’ordine, attenti soprattutto a contenere quei tifosi ospiti arrivati qui senza biglietto, per evitare che si ripetano episodi come l’invasione della sala stampa del Maracanà. E’ garantita la massima severità, chi ci vuole provare dovrà quindi pensarci bene. Sul campo il Cile arriverà dopo aver polemizzato da giorni, in particolare con il presidente della sua federazione Sergio Jadue, per chiedere un arbitro all’altezza (è stato accontentato con Webb), mentre i giocatori sognano una clamorosa rivincita della semifinale dei Mondiali del 1962, quando Garrincha e soci furono più forti del fattore campo. I cileni ci credono, perché ‘l’amarelinha’ non fa più paura come una volta. Lo hanno detto il portiere Claudio Bravo e l’attaccante Alexis Sanchez, il Brasile fa i debiti scongiuri, evita di fare la rifinitura al Minerao per non rovinare il campo ed è convinto, pur rispettando gli avversari, di poter ripetere il risultato di quattro anni fa in Sudafrica quando, sempre negli ottavi di finale, fu 3-0 per la Selecao. Di quella partita la ‘Roja’ sudamericana potrebbe schierare 6 ‘reduci’, Vidal compreso, ma sono cambiati gli schemi, grazie al lavoro del ct argentino Jorge Sampaoli, che anche il collega ‘Felipao’ Scolari definisce eccellente. “Il passato non conta – sottolinea il ct brasiliano – io devo curare ogni dettaglio, perchè in campo non vanno numeri e statistiche. Questo è il Cile del 2014 ed è un’altra cosa, una squadra veloce, tecnica e offensiva, e può creare problemi a chiunque. Ma noi vogliamo andare avanti, anche se dall’altra parte c’è un avversario che lavora bene”. Scolari, d’accordo con la psicologa del suo staff Regina Brandao, anche stavolta ha caricato i suoi lasciando sotto le porte della stanze dei calciatori dei fogli con delle frasi a effetto. Non dà indicazioni sulla formazione, e non risponde a alla solita domanda su Maicon e Daniel Alves, ovvero se il romanista possa prendere il posto dell’altro. L’argomento è più che mai attuale perchè sul lato dove si muove il giocatore del Barcellona, non molto propenso alla copertura, agisce per il Cile gente finora molto rognosa come Isla e Mena. “Ho già fatto una scelta, ma non la dico: potrebbe anche essere Ramires”, chiosa Felipao. Il quale poi ammette che “il Brasile è all’80 rispetto a quello che ha vinto la Confederations Cup” e che “al Cile l’arrivo di Sampaoli ha dato una nuova dinamica, si sono viste performance molto migliori e i giocatori si sono perfettamente adattati ai nuovi schemi. Sarà una gara equilibrata. Neymar? Non gioca per se stesso ma per il Brasile. Quello che vuole non è essere il miglior giocatore del mondo, ma far sì che la Selecao conquisti la Coppa”. Vuoi vedere che, alla fine, ci pensa come al solito il numero 10? Del resto questo sembra sempre più il Mondiale suo e di Leo Messi. (dell’inviato Alessandro Castellani/ANSA)

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