Processo Ruby “spaventa” Berlusconi, vogliono disintegrarmi

ROMA. – L’umore non è dei migliori e Silvio Berlusconi non lo nasconde a quanti lo hanno sentito in questi giorni. L’ex capo del governo non nasconde infatti la preoccupazione (che aumenta di giorno in giorno) in vista del 18 luglio quando potrebbe arrivare la sentenza di appello del processo Ruby: vogliono disintegrarmi, avrebbe confidato il Cavaliere ai suoi uomini. Ed è proprio per questo motivo che l’ex premier ha poca voglia di occuparsi di tutto il resto, comprese le fibrillazioni di alcuni senatori sulle riforme. Il Cavaliere è atteso nella Capitale per mercoledì sera giusto il tempo di riunire giovedì i gruppi azzurri di Camera e Senato insieme con gli eurodeputati, per poi far rientro ad Arcore. Certo è un’agenda che può subire dei cambiamenti anche se al momento non sembra all’orizzonte l’incontro con il premier Matteo Renzi. Berlusconi d’altronde eviterebbe volentieri anche l’assemblea in programma per giovedì sulle riforme. L’idea di dover assistere ad una riunione-sfogatoio non lo alletta per niente, ma sul tema delle riforme non può permettersi passi falsi da parte dei suoi parlamentari: spiegherò – sarebbe il ragionamento – che noi siamo persone serie e rispettiamo gli accordi presi. Non faremo mancare il nostro sostegno alle riforme ma chiediamo che anche Renzi faccia lo stesso votando a favore dell’Italicum così com’è senza modifiche. Insomma il Cavaliere non ha nessuna intenzione di tradire l’accordo siglato con il capo del governo ecco perchè, nonostante manchino ancora le convocazioni ufficiali, l’assemblea congiunta resta al momento in agenda. Quello però che Berlusconi vuole evitare è di riaprire altri fronti polemici. Già, perchè la presenza di tutti i dirigenti azzurri, compresi gli eurodeputati, potrebbe essere l’occasione per affrontare anche altri argomenti come ad esempio la riorganizzazione del partito. Tema solo momentaneamente messo sotto naftalina. La tabella di marcia dell’ex premier però prevede di chiudere positivamente il ‘capitolo’ riforme e solo in un secondo momento, magari dopo l’estate, riprendere il bandolo della matassa della riorganizzazione partendo con i congressi locali. L’argomento comunque continua ad appassionare poco il Cavaliere: sono stanco di tutto e tutti – avrebbe confidato ai suoi consiglieri – se potessi farlo metterei tutto in liquidazione e mi ritirerei. I motivi di scontri interni tra l’altro continuano ad aumentare. Ultimo in ordine di tempo è il malumore azzurro sul tema delle unioni omosessuali. La presa di posizione del Cavaliere (preceduta dall’iscrizione della sua compagna Francesca Pascale all’Arcigay) non è stata condivisa da tutti i dirigenti azzurri ed ha attirato anche le critiche dei vertici della Lega Nord: “Credo che Berlusconi voglia solo farsi vedere e sentire”, è l’opinione di Roberto Maroni che rilancia: “riconfermi la sua leadership morale e politica sul centrodestra, organizzando gli stati generali del centrodestra in autunno e le primarie”, per la leadership. (Yasmin Inangiray/ANSA)

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