Usa: nuovi documenti su Nsa, ok a spionaggio in 193 Paesi

Pubblicato il 30 giugno 2014 da redazione

NEW YORK. – Nessun governo straniero e’ off limits per la National Security Agency il cui “grande orecchio” e’ stato autorizzato nel 2010 a intercettare informazioni in tutte le nazioni della Terra, Italia compresa, con la sola eccezione di quattro potenze: Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Lo scrive il Washington Post sul siti online. Gli Stati Uniti da tempo hanno un accordo di non spionaggio reciproco con le quattro nazioni conosciute collettivamente con gli Usa come i “Five Eyes”, spiega il giornale, ma un documento top secret del 2010 e altri documenti ottenuti dal Wp indicano che la Nsa ha una autorità più elastica di quanto finora ritenuto, che consente di intercettare attraverso società Usa non solo le comunicazioni dei suoi target all’estero, ma anche qualsiasi comunicazione su questi target. La certificazione, approvata dalla Foreign Intelligence Surveillance Court e inclusa tra i files ottenuti dalla “talpa” Edward Snowden, elenca 193 paesi come legittimi interessi della Nsa e autorizza a spiare, tra gli altri, organismi come la Banca Mondiale, l’Fmi, la Ue, la Bce e la Berd, l’Unione Africana, l’Opec e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di Vienna. Tra i target potenziali, “individui che possiedono o possono ricevere e/o comunicare informazioni di intelligence relative a potenze straniere”, una formulazione che secondo il Wp apre alla sorveglianza di professori universitari, giornalisti, analisti di diritti umani. Intervistato oggi dal New York Times, il nuovo capo Nsa Michael Rogers ha detto che l’agenzia, dopo lo scandalo Snowden, ha ricevuto l’ordine di cessare il controllo elettronico di diversi leader mondiali, oltre che della cancelliera tedesca Angela Merkel, il cui cellulare e’ stato tenuto sotto controllo per anni dall’agenzia. “Ci sono degli obiettivi specifici su cui siamo stati istruiti a non raccogliere piu’ niente contro di loro”, ha affermato Rogers, rifiutando di dire quanti: “Probabilmente piu’ di mezza dozzina, ma in ogni modo non centinaia”. Il Wp precisa che la Nsa non spia necessariamente tutti i paesi e le entita’ incluse nella lista, ha tuttavia avuto l’autorizzazione di farlo, un “placet” che a giudizio degli esperti di liberta’ civili apre vaste implicazioni sul fronte del diritto alla privacy: “La certificazione mostra sia lo spettro delle attivita’ del governo sia il ruolo modesto dei tribunali addetti alla sorveglianza”, ha protestato Jameel Jaffer, vice direttore legale della American Civil Liberties Union. Fonti della Nsa per parte loro non hanno voluto commentare o confermare l’autenticità’ del documento. Hanno d’altro canto osservato che “e’ prudente” da parte del governo elencare ogni nazione anche se al momento non sembra porre minaccia agli interessi americani: “Non e’ impossibile immaginare una crisi umanitaria in un paese amico dove le forze armate devono intervenire d’urgenza per evacuare i connazionali”, ha detto un esponente del Pentagono protetto dall’anonimato: “Se il paese non e’ elencato, e’ off limits per l’intelligence”. (Alessandra Baldini/ANSA)

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