Mondiali: Argentina vittoria batticuore, lacrime della Svizzera

SAN PAOLO. – Quasi quarantamila argentini cantano pazzi di gioia nel nuovo stadio di San Paolo, sovrastando i cori di quei tanti brasiliani, che poco prima li avevano irrisi al grido di ‘pentacampeao’ e con gli Olè su ogni giocata degli svizzeri. Rivincite e rivalità che non terminano certo qui, perché è stata una qualificazione molto sofferta, ma alla fine l’Albiceleste è venuta a capo della resistenza di una Svizzera ben organizzata e sempre pronta a ripartire, che l’aveva costretta allo 0-0 fino al 118′. L’ennesima invenzione di un Messi non in giornata ma comunque decisivo, che ha messo a sedere Schaer e servito un assist al bacio a Di Maria (il migliore dei suoi), è stata il lampo che ha deciso la partita, grazie anche alla conclusione perfetta del numero 7. Tutte le emozioni mancate fino a quel momento (il match è stato a tratti noioso, specie nel primo tempo) si sono condensate negli ultimi minuti. Un minuto dopo la rete di Di Maria, la Svizzera ha fallito di un soffio il pareggio, con il subentrato Dzemaili che, di testa su punizione di Shaqiri, ha colpito la base del palo alla destra di Romero, poi sugli disperati tentativi degli elvetici c’è stata una punizione dalla lunetta dell’area che ancora Shaqiri, maestro del dribbling, ha sprecato calciando sulla barriera: è stato il segnale della resa. Subito dopo, infatti, il mediocre arbitro Eriksson, che oggi ha ‘graziato’ Messi (brutta reazione su Behrami dopo un fallo del’ex laziale) e Mascherano, ha fischiato la fine, provocando il crollo a terra dei giocatori in maglia rossa e le loro lacrime. All’11’ del primo tempo supplementare l’arbitro si era invece beccato un ‘vaffa’ da Shaqiri per averlo involontariamente ostacolato nel corso di un’azione: ma anche lì ha fatto finta di non vedere. Così l’Argentina continua la sua corsa verso quella finale che vede come sogno più concreto pur continuando a non giocare bene, mentre la Svizzera, chiusa ma sempre pronta a ripartire con veloci contropiedi, legittima con questa prestazione il ruolo di testa di serie assegnatole a suo tempo nel sorteggio di Cista do Sauipe. Peccato soprattutto per un commovente Benaglio, portiere dal talismano magico (i braccialetti del ‘senhor do Bonfim’ di Bahia), e decisivo nella ripresa su un colpo di testa di Higuain e una conclusione ravvicinata di Messi. Idem su un’azione ‘in coordinata’ tra Messi e Palacio. Nei secondi finali si è improvvisato attaccante tentando perfino una conclusione di piede, prima di venire fermato con pallone poi a Di Maria che ha fallito la conclusione dal centrocampo e a porta vuota. Così grazie a Messi e al palo, con Dzemaili che ha ancora le mani fra i capelli, l’Argentina approda ai quarti e comincia a ‘intravedere’ una possibile semifinale contro l’Olanda superfavorita nei confronti del Costarica. Può essere il suo Mondiale, visto che oltre al suo fuoriclasse la spinge la fortuna e va avanti pur non giocando bene. (dell’inviato Alessandro Castellani/ANSA)

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