Ucciso giovane palestinese. Abu Mazen, vendetta coloni

TEL AVIV. – Il rapimento e l’assassinio a Gerusalemme est di Mohammed Abu Khdeir, un giovane arabo di 17 anni, ha scatenato l’ira dei palestinesi che hanno addebitato il fatto ad una vendetta dei coloni per la morte dei tre seminaristi ebrei uccisi in Cisgiordania. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, ricalcando quanto sollecitato da Israele al momento del sequestro dei ragazzi nei pressi di Hebron, ha immediatamente chiesto la condanna del crimine da parte dello stato ebraico: ”Se vuole la pace – ha ammonito da Ramallah – la prima cosa che Israele deve fare è mettere fine al fenomeno degli insediamenti e assicurare alla giustizia i coloni che hanno ucciso e bruciato il ragazzo palestinese”. Un messaggio chiaro bissato dal governo dell’Anp che si è appellata all’intervento della comunità internazionale e da Hamas, bersaglio dell’operazione ‘Brother’s Keeper’ dell’esercito israeliano in tutti e 18 giorni del rapimento perché ritenuta responsabile dei fatti. ”Israele – ha sostenuto la fazione islamica da Gaza – pagherà il prezzo dei suoi crimini”. Il premier israeliano ha risposto a stretto giro di posta e lo ha definito, insieme all’intera leadership israeliana, ” un crimine abominevole”. Poi ha chiesto al ministro Yitzhak Aharonovitch ”un’immediata inchiesta sull’uccisione del giovane palestinese e sulle circostanze intorno alla morte”. ”Israele – ha aggiunto – è un paese di legge e ognuno è obbligato ad agire in accordo con la legge stessa”. A reagire – mentre a Gerusalemme est per tutta la giornata ci sono stati scontri pesanti tra palestinesi ed esercito israeliano – è stata anche la comunità internazionale: a cominciare dagli Usa che tramite il segretario di stato Usa John Kerry hanno condannato “nei termini più forti possibili” l’uccisione del giovane palestinese ammonendo che “coloro che commettono atti di vendetta destabilizzano una situazione emotiva già esplosiva”. Condanna anche da parte del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che chiede che “gli autori di questo atto spregevole vengano immediatamente assicurati alla giustizia”. “Siamo vicini alla famiglia duramente provata e voglio esprimere le condoglianze mie e dell’intero governo a tutto il popolo palestinese”, ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini chiedendo che ” i responsabili di questo atroce delitto siano individuati al più presto e tutti contribuiscano a evitare si inneschi una spirale di odio e violenze”. A dare i primi segnali che lo scenario, dopo i funerali composti dei tre ragazzi ebrei, stesse scivolando verso un crinale pericoloso è stata una manifestazione a Gerusalemme. Centinaia di attivisti israeliani di destra – ma anche in seguito ci sono stati episodi di intolleranza anti araba nel Paese – hanno dato vita a scene di violenza contro passanti arabi aggrediti. Inoltre i palestinesi avevano già denunciato il tentativo, sventato dalla gente del luogo, di alcuni coloni, su un auto Honda, di rapire un bambino nei pressi del campo di Shuafat a Gerusalemme est, stesso luogo del sequestro. E sul quale la polizia sta indagando. Mohammed Abu Khdeir, secondo una ricostruzione dei fatti fornita dal cugino e citata da Haaretz, era, attorno alle 4 della notte scorsa, in strada per andare a pregare alla Moschea per il Ramadan. ”Un’auto che proveniva dalla direzione di Pisgat Zeev (un insediamento di coloni adiacente, ndr) ha fatto un’inversione ad U, lo ha chiamato e poi – ha continuato la fonte – l’ha costretto a salire a bordo. La gente si è accorta di quanto avveniva ed ha cercato di inseguire la macchina”. Non è stato detto se l’auto fosse della stessa marca di quella del tentativo precedente denunciato dai palestinesi. Il giovane, poche ore dopo, èstato trovato morto in un bosco occidentale della città. La polizia israeliana tuttavia al momento – secondo i media – non ha confermato la connessione tra la denuncia di rapimento e il corpo ritrovato ed ha convocato il padre del ragazzo per il riconoscimento. Il ministro Aharonovitch ha aggiornato il premier nel Gabinetto di sicurezza, convocato per la terza volta in pochi giorni, mentre continuano a piovere colpi di mortaio da Gaza verso Israele. Allo stato attuale – ha detto, citato dai media -”è ancora impossibile determinare il motivo” dell’omicidio. Nel frattempo davanti la residenza del primo ministro a Gerusalemme gruppi di israeliani di sinistra stanno manifestando proprio contro il razzismo e per la fine della violenza. (Massimo Lomonaco/Ansa)