Mondiali: la Coppa dei 10, sempre sfida Europa-Sudamerica

Pubblicato il 02 luglio 2014 da redazione

ROMA. – Neymar, Rodriguez, Benzema, Messi, Hazard, Sneijder, Hazard e l’ “intruso” (un po’ per ruolo e soprattutto per rendimento) Podolski: sono i numeri 10 delle otto squadre che hanno raggiunto i quarti di finale di Brasile 2014, finora il Mondiale dei ‘talentuosi’ e che si avvia alla fase decisiva con una griglia di partenza che disegna la solita sfida tra Europa (4 squadre) e Sudamerica (3), a cui si è aggiunta la grande sorpresa centroamericana del Costarica. Il grande equilibrio che ha contrassegnato gli ottavi (cinque gare su otto decise dopo il ’90, ai supplementari o ai rigori) è stato rotto dalle giocate dei “10”, i più attesi, spesso i più bravi a trovare i varchi giusti in difese sempre più preparate tatticamente e fisicamente. Non a caso, Leo Messi (da poco 27enne) al 118′ ha regalato a Di Maria una palla d’oro per abbattere il muro della Svizzera e continuare a rincorrere il mito del numero 10 migliore di tutti i tempi, Diego Maradona, che trionfò a Messico ’86 a 26 anni. Ne festeggerà, invece, 21 il prossimo 12 luglio (vigilia della finalissima del Maracanà) James Rodriguez (capocannoniere con cinque gol), superstella delle nuove stelle dalla sorprendente Colombia, che venerdì proverà a far piangere, questa volta di tristezza, tutto il Brasile. Da sabato scorso i verdeoro stanno invece ringraziando Julio Cesar, numero 1 decisivo nei rigori contro il Cile. Un altro numero 1, Neuer (Germania), viste le spericolate uscite fuori area contro gli algerini, in altri tempi avrebbe indossato la “6”, quella del libero. Nonostante anche i portieri siano stati grandi protagonisti, questo Mondiale sta divertendo però soprattutto per i tanti gol, 154 in totale (2.8 a partita), già 9 di più dei 145 complessivi di Sudafrica 2010 (2.3 a partita). Quando mancano ancora otto partite, altri dati, che si aggiungono alle sensazioni di bel gioco in arrivo dal Brasile, devono far riflettere anche in relazione al calcio italiano: si è notevolmente abbassato il numero della ammonizioni (2.9 a partita contro le 3.8 di quattro anni fa) e soprattutto si è alzato il numero dei minuti effettivi giocati (56.9 contro i 54 del Sudafrica). Insomma, nonostante il caldo (“storico” il time out nell’ottavo tra Olanda e Messico) e l’importanza dei match, si gioca di più e molte volte anche bene. E secondo il presidente della Fifa, Sepp Blatter, c’è anche ”un successo organizzativo”. Le imminenti gare designeranno le magnifiche “quattro” che si contenderanno il sogno di alzare la Coppa del Mondo. A meno di ulteriori e sempre più clamorose sorprese, fuori l’Africa e l’Asia, anche in questo Mondiale la squadra campione uscirà dal solito dualismo tra Europa e Sudamerica. Le quattro nazionali del Vecchio Continente (Germania, Francia, Olanda e Belgio) smentiscono la tesi che non sia un mondiale per europee, anzi vanno alla ricerca di una “prima volta”, di un successo nel continente americano che sarebbe in controtendenza. Sicura una semifinalista che uscirà dallo scontro tra Germania (a proposito, è la squadra che ha portato a termine il più alto numero di passaggi, 2.560) e la Francia (che tira 19 volte di media a partita). L’Olanda (che ha segnato più di tutti, 12 gol) dovrà vedersela con il Costarica (solo due gol subiti, 14 parate del portiere Navas, “top” tra i numeri 1). L’unica sfida incrociata Europa-Sudamerica è quella tra Argentina (la squadra che corre di più, con 117,5 chilometri di media a partita e che ha il miglior “passatore” del Mondiale, Mascherano, con l’88,3%) e il Belgio (protagonista negli ottavi con gli Usa della partita in cui si è tirato di più, 52 volte). Ma, senza alcun dubbio, il quarto più atteso è quello tra Brasile (David Luiz è il migliore del Mondiale, almeno secondo i parametri della Fifa) e Colombia (con 15 tentativi, Rodriguez è anche quello che ha tirato di più). Tra i 90 minuti sicuri, più i 30 possibili di supplementari e l’opzione rigori, nei Mondiali 2014 c’è ancora tanto calcio per divertirsi.

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