Mondiali: Allegria Neymar, ciclo Colombia finisce adesso

Pubblicato il 02 luglio 2014 da redazione

TERESOPOLIS (BRASILE). – “Spero che la favola di James Rodriguez finisca venerdì”. E’ il messaggio di Neymar al Brasile, quasi a reti unificate visto che a quarantotto ore dal quarto di finale tra Selecao e Colombia molte televisioni hanno dato la conferenza stampa in diretta. La gente deve stare tranquilla, è sembrato voler dire il ‘craque’, perchè la pressione psicologica non è più un problema e anzi, dice Neymar, è tornata l’allegria. Quindi non è il caso di fasciarsi la testa nè di pronosticare tragedie o ko dolorosi per l’attesissima sfida contro i ‘Cafeteros’. In 34 minuti di ‘discorso alla nazione’ il numero 10 di Scolari, che continua a sottoporsi ad elettrostimolazioni, ha anche assicurato di stare bene dal punto di vita fisico, e quindi la propria presenza in campo a Fortaleza. Non si perderebbe per niente al mondo il confronto diretto con l’altro 22enne che ne sta offuscando la fama, l’attuale capocannoniere del Mondiale James Rodriguez. “E’ chiaro che la Colombia è una grande squadra – dice Neymar -, visto che ha vinto tutte le partite giocate finora, e anche dando spettacolo. James Rodriguez è un campione. Come me, anche lui ha 22 anni e ha già dimostrato cosa è capace di fare. So che è molto ma, con tutto il rispetto, spero che il suo ciclo finisca adesso, e che continui quella della nazionale brasiliana”. Eppure per questa Selecao che compie 100 anni e in cui Scolari fa esperimenti, provando Maicon e poi la difesa a tre con l’inserimento di Henrique, la semifinale contro Francia o Germania non sembra così a portata di mano. Troppe responsabilità, c’è ansia da prestazione, e quella pressione che prima secondo Scolari non esisteva è diventata un problema serio. Come se non bastasse, ci si è messo anche lo sponsor, visto che la bibita che ‘griffa’ le divise da allenamento della Selecao ha già messo in vendita le sue lattine con il 6 dell’Hexa e lo stemma della nazionale: non si poteva aspettare il 13 luglio? Meno male che la psicologa convocata in ritiro dal ct, Regina Brandao, dice che “non c’è un’emergenza emotiva”. “Ognuno vive le proprie emozioni .- commenta Neymar – ma io non credo che questa cosa dell’ansia e dell’aspetto emotivo sia diventata un problema. E’ stato lo svolgimento della partita contro il Cile ad aver provocato delle emozioni, ma vi garantisco che adesso stiamo tutti bene, e io sono allegro”. A chi gli fa notare che “in campo non si vede”, Neymar replica con fastidio. “Tu non stai sul campo – è la replica -, non stai giocando e certe cose non le noti. E’ chiaro che la pressione di giocare un Mondiale in casa esiste, ma io vedo le cose sotto un altro aspetto: sto realizzando il mio sogno, quello di quando da bambino guardavo Ronaldo alla televisione e dicevo che volevo diventare come lui. Non dobbiamo avvertire la pressione, ma capire che la tifoseria è tutta dalla nostra parte ed è un vantaggio. E non dobbiamo nemmeno pensare che se perderemo saremo morti: così non si va da nessuna parte”. Si vorrebbe vedere di nuovo una squadra spettacolo, da ‘futebol arte’ come quando le vittorie servivano a dimenticare complessi d’inferiorità, a santificare il progetto multirazziale e a dare linfa all’effervescenza cultural-musicale del tropicalismo baiano e della bossa nova a Ipanema. Ma il tempo passa, è cambiato anche il Brasile e Neymar non può far altro che precisare: “un Mondiale non può essere solo una festa, non si vince sempre per 4-0 e i valori si sono livellati. Contro la Colombia non voglio fare uno show personale ma vincere- insiste -. Non mi interessa far passare il pallone sulle teste degli avversari se poi non serve, se dobbiamo difenderci e vincere anche per mezzo a zero per me va bene. Dobbiamo correre fino a sfinirci e uscire dal campo vincitori. Poi i giudizi su di me li lascio agli altri”. L’importante è che ai colombiani vada di traverso il guaranà che ha già il 6 sulla lattina. (dell’inviato Alessandro Castellani/ANSA)

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