Barroso, Napolitano presidente ideale dell’Ue

ROMA. – Giorgio Napolitano potrebbe essere un presidente della Commissione europea ideale. Parola del presidente in carica, Josè Manuel Barroso, secondo cui il capo dello Stato italiano ha le qualità che ci vogliono, e soprattutto la “passione” e “l’entusiasmo” per il progetto europeo”. Uno scenario alquanto improbabile, per l’89enne Napolitano, ancora alle prese con il suo secondo mandato al Quirinale, ma che testimonia la profonda stima di Barroso per la più alta carica dello Stato, e che dà l’occasione al leader europeo per dichiarare un amore incondizionato all’Italia, meta del suo viaggio di nozze diversi anni fa. A Villa Madama si tiene la conferenza stampa con il premier Matteo Renzi al termine della prima riunione tra governo italiano e commissari europei per inaugurare la presidenza italiana del semestre Ue. Tanti gli argomenti di peso, dalla politica economica all’immigrazione, ma anche spazio per battute e sorrisi tra i due. Barroso inizia lodando Napolitano, incontrato ieri al Quirinale, perché “sia in Italia che in Europa c’è bisogno di entusiasmo”, come quello del presidente italiano. E per rendere l’idea, aggiunge: “Se non trovassimo un presidente della Commissione, in futuro, potremmo chiedere a Giorgio Napolitano, davvero un uomo con una gran carica di entusiasmo e passione”. Una carica di entusiasmo che Barroso riconosce anche a Renzi, non prima però di aver fatto bella mostra delle sue doti ‘divinatorie’, proprio riguardo al suo interlocutore. Quando incontrò l’allora sindaco di Firenze Renzi per la prima volta, nel 2010, il presidente della Commissione gli disse: “Lei diventerà primo ministro in Italia. E quando Renzi lo è diventato, è venuto a Bruxelles ed ha detto ‘eccomi qui!”. Il premier, per non essere da meno, ricorda il viaggio di nozze di Barroso iniziato a Firenze: “la città più bella del mondo”, si lascia scappare, salvo poi tornare diplomaticamente sui suoi passi e precisare che questo, da presidente del Consiglio, “non si può dire”. Barroso a Firenze ci rimase un mese, nel 1980, con la novella sposa, proseguendo poi la luna di miele nel resto d’Italia, ricorda con evidente nostalgia lo stesso presidente, che del nostro paese ha conservato un “ottimo ricordo” e di cui è rimasta una forte “ammirazione”. La conferenza stampa fila via, con le domande di rito, ed al termine Renzi e Barroso si congedano dai giornalisti per andare a pranzo. Sicuramente con cucina italiana, per la gioia del presidente della Commissione. (Luca Mirone/ANSA)

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