Situazione ancora in bilico a Gaza, nuovi razzi e raid

TEL AVIV.- La situazione al confine tra Israele e la Striscia torna in bilico: nonostante le voci di un possibile cessate il fuoco tra le parti, anche oggi sono caduti razzi e colpi di mortaio e stasera l’aviazione israeliana ha compiuto un raid a Gaza centrando, secondo il portavoce militare, tre ”obiettivi del terrore”. Prima degli ultimi eventi, a prospettare quella che potrebbe essere una svolta nel precipitare della crisi e’ stata una dichiarazione di Hamas alla Bbc nella quale una fonte dell’organizzazione islamica ha annunciato l’avvicinarsi di una tregua, mediata da ufficiali dell’intelligence egiziana. E – a quanto riportato da Haaretz – l’Egitto sembra aver aumentato la pressione sulla leadership di Hamas a Gaza per fermare ”il lancio di mortai da parte di militanti dell’organizzazione e il lancio di razzi da fazioni piu’ piccole di palestinesi”. Manca tuttavia fino ad ora la conferma di un possibile cessate il fuoco da parte dello stato ebraico. Anzi il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman si e’ opposto alla mossa definendola un ”serio sbaglio”. Fino al raid di stasera, la riprova che qualcosa sembrava essersi essersi mosso era il fatto che, secondo alcuni osservatori, l’esercito israeliano non avesse risposto – come accaduto in passato – ai razzi caduti nelle ultime ore (14, secondo il portavoce militare nelle ultime 24 ore, di cui tre intercettati dal sistema antimissili Iron Dome). Ora le cose potrebbero cambiare. Gia’ ieri sera il premier Benyamin Netanyahu ha messo in guardia Hamas che ”se il lancio di razzi da Gaza si fermerà, la quiete potrà continuare, ma se i razzi continueranno, risponderemo con forza”. E fonti militari hanno ripetuto che il tempo a disposizione di Hamas per mettere a tacere i razzi ed evitare l’escalation finale era di ”24 ore”. Ovvero entro la fine di oggi venerdi’. E, per dare forza alle parole, l’esercito ha anche mobilitato un numero limitato di forze lungo la Striscia. La rinuncia a passare subito all’azione avrebbe tenuto conto, a giudizio degli analisti, anche della tensione che Israele si e’ trovata a fronteggiare a Gerusalemme est dopo il rapimento e l’uccisione del ragazzo palestinese che la famiglia – come la leadership di Ramallah – imputa ad una vendetta dei coloni ebrei. E anche al proseguire delle ricerche per scovare i due affiliati ad Hamas che Israele ritiene colpevoli del rapimento e dell’uccisione dei tre ragazzi ebrei ad Hebron in Cisgiordania. Un compito che Israele considera prioritario in questo momento, oltre ovviamente alla la sicurezza del Paese. La strategia messa a punto dal premier – a riprova delle divisioni in seno al governo di Benyamin Netanyahu – non e’ pero’ piaciuta al suo maggiore alleato elettorale, il ministro Lieberman. ”Il messaggio che ‘la calma sarà accolta dalla calma’ – ha tuonato visitando Sderot, cittadina nel sud di Israele bersagliata dai razzi – e’ fuorviante ed un serio sbaglio”. ”Ci opponiamo al cessate il fuoco perché non ci puo’ essere un accordo con Hamas. Ignorare il problema o avere paura di affrontarlo ci condurra’ ad una situazione nella quale migliaia di razzi saranno sparati contro di noi e non centinaia”. Poi ha ricordato che Hamas e’ un’organizzazione terroristica riconosciuta come tale da ”Usa Ue e Israele. I suoi leader Khaled Mashal e Ismail Haniyeh dovrebbero considerare se stessi – ha concluso – come legittimi obiettivi”. (Massimo Lomonaco/ANSA)

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