Tennis: impresa Errani-Vinci, Italia trionfa a Wimbledon

Pubblicato il 05 luglio 2014 da redazione

LONDRA. – La vittoria più importante perché la più difficile, inattesa persino insperata, sicuramente la più prestigiosa che le proietta nella storia del tennis: vincendo anche i Championships Sara Errani e Roberta Vinci conquistano l’ultimo titolo Slam che mancava nel loro superbo palmares. Si chiama Career Grand Slam, e nell’era Open solo altre quattro coppie prima di ora erano riuscite a vincere i quattro Major nel corso della carriera. Una ristretta cerchia di campionesse, tra le quali leggende della racchetta come Martina Navratilova e le sorelle Williams. Ma è un’impresa nell’impresa perché è il primo trionfo italiano sull’erba londinese. In meno di un’ora, gestendo al meglio tensioni e nervosismo, le sorelle d’Italia sono entrate in questo esclusivo pantheon tennistico. Al termine di una finale, contro la coppia composta dall’ungherese Timea Babos e dalla francese Kristina Mladenovic, che le vedeva nettamente favorite. Ma che è stata più complicata (almeno a livello mentale) di quanto non suggerisca il punteggio finale (6-1 6-3). Perché l’appuntamento con la storia rischiava di condizionare (in negativo) le due azzurre, subito avanti però in apertura di match. A fare la differenza i guizzi sottorete di Roberta, la solidità da fondocampo di Sara, ma soprattutto un’aggressività che hanno messo in campo per tutto il torneo. “Abbiamo disputato una partita perfetta – l’analisi della Errani -. Solo da fuori si può credere che sia stata una partita semplice, in verità continuavo a pensare a che cosa ci stavamo giocando. Non abbiamo solo vinto un Grand Slam, abbiamo fatto il Grand Slam”. Non riesce ancora a realizzare l’impresa compiuta Roberta Vinci. Un viaggio che le due hanno cominciato a Melbourne due anni fa. Da allora, 8 finali Slam, e 5 Slam (Roland Garros e US Open nel 2012, Australian Open 2013 e 2014 e Wimbledon 2014), 23 titoli in totale grazie ai 38 match vinti (8 sconfitte). Erano già la coppia più vincente di sempre del tennis italiano, adesso la loro caratura travalica i confini nazionale per acquisire una statura internazionale. Due amiche fuori dal campo, due campionesse in campo. “L’abbiamo sempre detto, il segreto del nostro successo è l’amicizia – spiega Sara -. Siamo una vera squadra, trascorriamo tutto il tempo assieme con i nostri rispettivi team. Ci sproniamo e motiviamo a vicenda”. Un’amicizia “stellare, splendida”, la definisce Roberta che ricorda il torneo della svolta, a Marbella, quando pur perdendo in finale avevano deciso di fare coppia assieme. “Quando stavo per servire per il match ho detto a Sara che mi sentivo tesa. Non avevo mai perso il servizio e avevo paura. Mi ha tranquillizzato ed è andata bene”. Più che bene, perché meglio di così non poteva proprio andare. (Lorenzo Amuso/ANSA)

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(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Abbiamo dato una bella risposta su un campo difficile, sapevamo che avremmo sofferto. Siamo andati sotto di due gol e per molti sarebbero stati colpi decisivi, invece non ci siamo disuniti e siamo riusciti a pareggiare. Poi abbiamo commesso un errore sul rigore, ma siamo riusciti ancora a pareggiare: penso che non si sia annoiato nessuno". Così il tecnico della Lazio Simone Inzaghi al termine di Atalanta-Lazio. "Non sono due punti persi rispetto alle prime - dice ancora il tecnico -. L'Atalanta è la squadra che mi ha impressionato di più per ritmo e qualità dei giocatori. Infatti è arrivata quarta nella scorsa stagione e prima nel girone in Europa League. Segnare 3 gol qui non è facile, abbiamo dimostrato di non mollare mai e vogliamo restare attaccati al treno delle prime qualsiasi cosa succeda". Un commento sull'espulsione: "Non ho detto una parola - spiega -, ma Irrati mi ha mandato via. Mi dispiace perché non ho mai protestato per tutta la gara, forse Irrati era un po' prevenuto, al ritorno starò attento".

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