Datagate: Cia dietro 007 tedesco infedele, l’ira di Merkel

NEW YORK. – A reclutare lo 007 tedesco che spiava Berlino per conto dei servizi Usa sarebbe stata la Cia. E il numero uno della potente agenzia di intelligence americana, John Brennan, avrebbe già chiesto un incontro con i vertici del Congresso per informarli sui fatti. A rivelarlo – secondo quanto riportano alcuni media americani – sono fonti dell’amministrazione Obama. E si tratta di rivelazioni che rischiano di alimentare ulteriormente le tensioni sull’asse Berlino-Washington e di rendere sempre più difficili i rapporti tra il presidente americano e una delle sue principali alleate in Europa: la cancelliera Angela Merkel. Proprio quest’ultima da Pechino – dove si trova in visita ufficiale – è tornata a tuonare contro lo scandalo della spia tedesca che faceva il doppio gioco, definendo la vicenda “grave”: “Se le affermazioni sono vere si tratta di un affare serio”, ha tagliato corto la Merkel, già al centro del Datagate quando venne fuori che il suo nome era nella lista dei leader mondiali intercettati dalla Nsa, l’altra potentissima agenzia di intelligence statunitense. “Se le cose stessero così – ha quindi insistito la cancelliera – saremmo di fronte a un’evidente contraddizione con quella che dovrebbe essere considerata una cooperazione in piena fiducia fra le agenzie di Paesi alleati”. E spiegazioni ufficiali, in effetti, da Washington non sarebbero ancora arrivate, nonostante siano state formalmente richieste dal ministro degli esteri tedesco Frank-Waltrer Steinmeier. Dalla Casa Bianca è intervenuto solo il portavboce, Josh Earnest, che, rifiutandosi di commentare le notizie sulla spia ‘doppiogiochista’, si è limitato ad assicurare: “Collaboreremo e lavoreremo con le autorità tedesche per risolvere questa vicenda in modo appropriato”. Il coinvolgimento della Cia nel caso è stato ipotizzato anche sulla stampa in Germania, dove alcuni giornali raccontano come la spia incriminata – in servizio presso la Bnd, i servizi di intelligence tedeschi – avrebbe ammesso di aver passato ai servizi americani oltre 200 documenti e dettagli sui lavori in corso da parte del Comitato parlamentare di indagine sul Datagate. Lavori che hanno l’obiettivo di capire quale sia la reale entità dell’azione di spionaggio portata avanti dalla Nsa e rivelata dalla ‘talpa’ Edward Snowden. Intanto Berlino valuta delle contromisure, come un ampliamento del raggio d’azione dei servizi tedeschi anche sui Paesi alleati, a partire da Usa, Regno Unito e Francia.

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