Giro, Roma difenderà gli interessi nazionali in Venezuela

ROMA. – Rafforzamento economico dell’Italia in America latina, ma anche difesa degli interessi nazionali, come in Venezuela, “dove Roma ha due grossi problemi”. E’ quanto ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, nel corso della prima riunione del Tavolo Italia-America latina, organizzata alla Farnesina. Giro, che a fine mese sarà in missione nel Paese sudamericano, affronterà due dossier alquanto scomodi su cui, ha detto, “l’attenzione è massima”: quello legato agli arresti di diversi cittadini con doppia nazionalità durante le proteste che hanno infiammato il Paese nei mesi scorsi e quello legato “ai crediti che le grandi imprese infrastrutturali e l’Alitalia vantano nei confronti dello Stato venezuelano, attualmente inesigibili”.

Frattanto  il presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, monsignor Diego Padrón, aprendo l’assemblea annuale dei vescovi ha affermato che il Venezuela è diventato “un puzzle difficile da ricomporre”, dove tanto il chavismo quanto l’opposizione mostrano segni di conflitti interni e non sembrano disposti al dialogo. Padrón si è detto deluso dal dialogo nazionale lanciato ad aprile dal presidente Nicolas Maduro. “Non è stato altro che un espediente, senza proiezione né conseguenze”, ha detto. L’iniziativa, nata con l’appoggio della Santa Sede e dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasud), “è rimasta congelata senza risultati” perché il paese non ha bisogno di “un dialogo che sia solo un meccanismo per attenuare la protesta” ma piuttosto di “uno scambio reale, con una agenda visibile e risultati tangibili”, ha aggiunto. Nel frattempo, ha sottolineato il presidente dei vescovi venezuelani, “più di 9 milioni di compatrioti vivono della povertà estrema” e si assiste a “una erosione progressiva delle istituzioni e della coscienza dei cittadini”, e anche se la protesta di piazza si è ridotta “la violenza non è finita, continuiamo a vedere come l’insicurezza continua ad uccidere ogni giorno”.

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