Tour: il giorno di Nibali, torna in giallo e Contador ko

Pubblicato il 14 luglio 2014 da redazione

ROMA. – Vincenzo Nibali si riprende il Tour de France e la maglia gialla nel giorno dell’abbandono di Alberto Contador, vittima di una brutta caduta. Il corridore siciliano si è presentato da solo al traguardo di Planches des Belles Filles dopo aver scalato le salite forse più dure di tutto il Tour edizione 2014, al termine della 10ma tappa partita stamattina da Mulhouse e con 161 km di montagne sulle gambe. Sul tratto finale il capitano della Astana ha preso il largo, lasciando incapaci di reagire l’australiano Porte e lo spagnolo Valverde, poi ha raggiunto e superato lo spagnolo Rodriguez, prima di giungere sorridente sul traguardo. Ma alla felicità del ciclista italiano, che ha esultato con il pollice in bocca per salutare la sua bambina Emma (”che mi segue in tv da casa” ha detto), ha fatto da contrappunto la smorfia di dolore del campione spagnolo Contador, finito sull’asfalto a 65 kmh e costretto al ritiro: rottura della tibia e prossimo intervento chirurgico. Tour finito e stagione pure. ”Mi dispiace per Alberto – ha commentato Nibali – potevamo fare un grande spettacolo, oggi forse eravamo quelli con più gamba di tutti. Ero vicino a lui, ho avuto paura di cadere anch’io”. Il ritiro di Contador si aggiunge a quello del re dei velocisti Mark Cavendish alla prima tappa, seguito poi da Chris Froome, vincitore l’anno scorso e favorito quest’anno, e Andy Schleck, outsider di grandi speranze. Tutti coinvolti in rovinose cadute. Ma questi ritiri non traggano in inganno. Il Tour si sta disputando ad altissimi livelli agonistici, come dimostra anche il gran numero di cadute, per fortuna non tutte drammatiche, che stanno coinvolgendo i corridori che stanno tenendo medie di gara altissime. Oggi ne hanno fatte le spese pure Talansky e Scarponi. Nibali dunque, dopo aver ceduto per un giorno la maglia gialla al francese Tony Gallopin, è tornato in vetta alla classifica, e l’ha fatto in modo imperioso. Ha dato uno scossone alla classifica, ha ristabilito le gerarchie della corsa, dimostrato di aver gamba e polmoni più di tutti gli altri, e anche di saper fare il capitano in una corsa difficile e nervosa come il Tour di quest’anno. Su queste strade nel 1969 Eddy Merckx cominciò la sua straordinaria carriera, qui vinse la prima tappa al suo primo Tour e poi fece sua la corsa con distacchi abissali. Qui nel 2012 lo sconosciuto Chris Froome vinse la sua prima tappa alla Grande Boucle, spianando la strada alla vittoria finale di Bradley Wiggins, e cominciando lui stesso una bella carriera che lo ha portato vincitore a Parigi nel 2013. Se i segni hanno un valore, oggi le terribili salite del Col de Cheveres (5 km di strada con pendenza fino al 24% in alcuni tornanti) e quella finale alla Planche des Belles Filles (6 km di scalata con pendenza fino al 20% nel tratto conclusivo) hanno avuto il sigillo dello ‘squalo’ italiano. Il Tour è ancora lungo, nel suo tratto finale arriveranno Alpi e Pirenei, tante sorprese possono esserci, però la gara è nelle mani di Nibali e della sua Astana, una squadra forte e organizzata, che non molla mai: oggi Michele Scarponi, uno dei compagni più fidati di Nibali, e che ha guidato il gruppo per tre quarti di gara, è stato protagonista di una caduta spettacolare, è finito lungo sui prati e rotolato nel fango, ma subito si è rimesso in sella, riportandosi in testa al fianco del suo capitano. Cose d’altri tempi. Nibali ha ringraziato tutti i suoi compagni nel dopogara e Scarponi in particolare, quella di oggi è stata una vittoria di squadra. Domani il Tour si riposa. Il tempo di tirare il fiato in vista della seconda parte della corsa e anche di definire le nuove strategie. L’uomo da battere è Vincenzo Nibali.

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