I 60 anni della Merkel da campionessa del mondo

BERLINO. – I sessant’anni la colgono al top della forma in tutti i sensi, è anche dimagrita. Amatissima dai tedeschi, tre volte cancelliera, tutto il pianeta la osserva, tutta Europa fa i conti con lei, e Angela Merkel arriva a questo compleanno ‘rotondo’, il 17 luglio, da campionessa del mondo. La coppa conquistata a Rio, appena approdata a Berlino, è il più grande regalo che potesse ricevere l’appassionata tifosa di calcio, che vede trionfare una Germania forte e moderna, invocata come modello, per la capacità di organizzare e far arrivare al traguardo pure la sua squadra. Solo una nota disturba il clima di festa: quei rumors, di nuovo in voga, sulla pensione. La cancelliera aveva detto, in passato, di volerci andare a 60 anni, e questo giorno si avvicina: è dopo domani. A rilanciare l’ipotesi di un addio, è stato der Spiegel: fonti di partito anonime confermano, ha scritto, che Frau Merkel non si farà mandare a casa dagli elettori, né mettere alla porta dalla Cdu. Vuole esser lei a decidere quando mollare il timone. Il boato che ne deriva è persistente: un noto pubblicista, Matthias Matussek, le chiede di non lasciare, dalle pagine di die Welt, “lei non è il papa”, le dice affettuosamente. E qualche tabloid si lancia a immaginare venerdì come giorno della verità sulla “donna più potente del mondo”. L’ex Maedchen di Kohl, intanto, assicura di voler portare fino alla fine la legislatura, come regalo chiede buona salute, e in effetti appare più che mai operativa. Negli ultimi giorni ha superato se stessa: Pechino, Rio, Dubrovnik, non esiste jet lag. Ma si sa che è capace di dormire in aereo. Non è certo la prima a compiere i 60 alla guida della cancelleria: è già successo a Schroeder, Kohl, Schmidt e Willy Brandt. A caccia di paralleli, si cerca in questi giorni di capire per cosa sarà ricordata questa Frau di ferro. Il suo padre politico è l’uomo della Riunificazione, Adenauer ha riavvicinato il Paese all’ovest, qual è l’opera di Angela Merkel? Per il sudeuropa, che la detesta, probabilmente, la recessione. Per il nord del continente, al contrario, proprio la gestione austera d’una crisi, che non ha potuto intaccare Berlino. Su una cosa sono tutti d’accordo: “l’assenza di vanità” è la risorsa che ha reso la figlia di un pastore evangelico, cresciuta nella DDR sui libri di fisica, la donna più influente del pianeta. In grado di cacciare il capo degli 007 Usa e di spegnere il nucleare in Germania. Questa qualità, del resto, emerge dai dettagli. Non solo la storia dei tailleur tutti uguali, né le frecciate velenose di Lagerfeld, lasciate semplicemente cadere. Qualche giorno fa Bild rivelava che solo 300 persone avessero dato conferma all’invito alla festa di compleanno: molti non hanno capito di essere fra gli oltre 1.000 ospiti di Frau Merkel, e hanno scambiato la serata di gala per una conferenza. Tipico Merkel! La cervellona che parla russo con Putin e ha sempre in bocca il verbo ”imparare”. Per i suoi 50 un neurologo spiegò agli invitati che il loro cervello non differisse troppo da quello di una lumaca. Dopo domani, prova a prevedere die Zeit presentando Juergen Osterhammel, uno storico globale ricorderà ai tedeschi che non devono mai smettere di guardare al passato. Il messaggio che forse vuol lasciare la Merkel. (Rosanna Pugliese/Ansa)

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