Juve: Conte addio, “dimostrato di essere vincente”

Pubblicato il 15 luglio 2014 da redazione

TORINO. – “Vincere è difficile e comporta tanta fatica, specie in una società come la Juventus”. Arriva così l’addio di Antonio Conte alla Vecchia Signora. Parole pronunciate con amarezza ma a testa alta, per ringraziare tifosi e società al termine di un percorso vincente, ma durante il quale “percezioni e sensazioni” lo hanno convinto a lasciare. Il tecnico dei tre scudetti consecutivi e del record di punti parla in un video postato sul profilo Twitter dei Campioni d’Italia. Tre minuti e 44 secondi, durante i quali soppesa le parole per trasmettere quello che il giornalista definisce “un messaggio molto importante da trasmettere”. “Sì, in effetti – attacca Conte – c’è da comunicare la rescissione contrattuale del contratto tra me e la Juventus che ci legava ancora per quest’anno”. Non è uno sfogo né tanto meno una di quelle sfuriate che hanno contribuito a fare di Conte l’idolo dei tifosi bianconeri, ma una analisi lucida e schietta. “C’è stato un percorso – spiega l’allenatore – in cui ho maturato percezioni e sensazioni che mi hanno portato a questa decisione”. Non un fulmine a ciel sereno, dunque, come sembra dopo appena due giorni di ritiro a Vinovo, ma una valutazione frutto di una profonda riflessione. Ma non è neppure una resa. “Vincere prima di tutto è difficile e comporta tanta fatica, specie in una società come la Juventus, dove c’è l’obbligo della vittoria”, ammette, senza fare mai riferimento a quel desiderio di veder rafforzata la squadra che l’attuale mercato bianconero non avrebbe accontentato. “Ma chi ha dimostrato di essere un vincente, sopporta benissimo la fatica e le pressioni che ne conseguono”, precisa subito ricordando di aver fatto “qualcosa di storico” che “niente e nessuno potrà toglierci”. I ringraziamenti di rito sono per i tifosi bianconeri, “che mi sono sempre stati vicini – dice – e che mi hanno sempre dimostrato il loro grande amore”, da tecnico come da giocatore. Grazie anche ai giocatori, allo staff tecnico, alla società “che mi è sempre stata vicina”, e ad Andrea Agnelli, “che mi ha scelto in un momento non facile per la Juve. Il pensiero va alla “prestigiosa panchina vacante della Nazionale”, ma Conte sembra non volerci pensare. “In questo momento – risponde – penso al presente e alla decisione maturata. Cosa farò domani? Ci penserò domani”. (di Alessandro Galavotti/ANSA)

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(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Commissariare la Federcalcio? Sulla base di quello che è emerso non ci sono gli estremi, fermo restando che ognuno ha una sua idea della partita e vediamo se il mondo del calcio, come sembra volere, dimostrerà di riuscire da solo autonomamente a venire fuori da fatti abbastanza curiosi". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel giorno in cui scadeva l'ultimatum alla Figc per il commissario. Provvedimento che il n.1 del Comitato olimpico nazionale aveva legato all'eventuale mancata elezione delle cariche in Lega A ma aggirato dalla richiesta di proroga del commissariamento in capo al presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio. "C'è stata questa richiesta esplicita della Lega di A e bisogna prenderne atto - aggiunge Malagò a margine della presentazione della partnership di Coni e Cip con Toyota - Vediamo se il mondo del calcio vorrà cambiare, a cominciare dalla Lega A che da tempo infinito sta cercando di eleggere i suoi nomi. Non è vero che facciamo il tifo affinché ciò non avvenga".

16:00Coni: Malagò precisa, nessuna legge ad personam

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "Legge 'ad personam' per il sottoscritto sul limite dei mandati? Non è assolutamente così. Quello è un testo superato e tutti i presidenti federali che hanno fatto anche più di tre mandati possono concludere questo mandato e candidarsi anche al prossimo. È una notizia riportata in modo sbagliato da chi vuole sempre strumentalizzare". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, allontana così le polemiche sulle modifiche all'emendamento della legge di Stabilità sull'innalzamento a tre del limite dei mandati. Secondo alcuni giornali, una legge 'ad personam' in quanto non sarebbe prevista la retroattività per i presidenti federali ma soltanto per il presidente del Coni: "Non è così. C'è semplicemente la volontà di rispettare quelli che sono gli insegnamenti del Cio - precisa Malagò - il Coni è emanazione del Cio ed è giusto che ne segua anche quelle che sono le indicazioni, i suggerimenti. Il Cio prevede un limite di tre mandati a presidente e si chiede di uniformarci".

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(ANSA) - ROMA, 11 DIC - "I sorteggi di Champions? Ora gli allenatori (Allegri e Di Francesco, ndr) diranno, come è giusto che sia, che serve la massima cautela, ma mi sembra che poteva andare peggio. Non ci si può lamentare". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione della partnership di Coni e Comitato Paralimpico con la Toyota avvenuta a Roma, commentando i sorteggi degli ottavi di finale di Champions League, che vedono la Juventus affrontare gli inglesi del Tottenham e la Roma gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

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