La sfida dei paesi emergenti, nasce la Banca dei Brics

Pubblicato il 15 luglio 2014 da redazione

SAN PAOLO. – I leader delle cinque principali economie emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si riuniscono oggi e domani in Brasile per mettere a punto un nuovo assetto finanziario post-crisi, piu’ in sintonia con il mondo multipolare, che ha come cardine la creazione di una banca da 100 miliardi di dollari da contrapporre alle istituzioni internazionali, come Banca mondiale e Fmi, controllate dall’Occidente. Il progetto era in cantiere da tempo, ma spettera’ alla presidente brasiliana Dilma Rousseff annunciare simbolicamente al VI vertice dei Brics, che si e’ aperto oggi a Fortaleza, nel nordest brasiliano, la nascita della ‘Nuova Banca di Sviluppo’, che ha lo scopo di finanziare grandi progetti infrastrutturali congiunti ma servira’ anche come riserva per fronteggiare crisi finanziarie e la fuga degli investimenti stranieri. I tempi sono stati accelerati ed il progetto in cinque mesi e’ diventato una realta’. Restano da decidere solo i dettagli, come la scelta della sede. Al ballottaggio sono arrivate Shangai e New Delhi, con la prima in netto vantaggio sulla seconda. Ma il neo premier indiano Narendra Modi, al debutto internazionale, ha detto che la decisione ”non e’ affato scontata”. La presidente brasiliana Dilma Rousseff, che ad ottobre si candida ad un secondo mandato e che deve rilanciare la propria immagine appannata dall’umiliazione sportiva subita ai mondiali, sarebbe riuscita invece ad imporre un brasiliano alla prima presidenza di turno quinquennale della nuova banca. Gia’ decisa invece la capitalizzazione: due miliardi ciascuno subito, 10 miliardi di dollari in sette anni e 40 miliardi di dollari di garanzie. Nel 2016 saranno erogati i primi prestiti. Nell’agenda del summit ci sono anche temi di politica internazionale, come il conflitto in Ucraina, l’escalation militare israeliana a Gaza e lo scandalo del Datagate, che ha fatto precipitare ai minimi storici i rapporti diplomatici tra Brasile e Stati Uniti. Alla vigilia, la presidente brasiliana ha offerto il palcoscenico al presidente russo Vladimir Putin, che torna a partecipare ad un vertice internazionale dopo l’espulsione dal G8 in seguito alle mosse secessionistiche del Cremlino in Ucraina. Brasile e Russia hanno firmato importanti accordi economici e commerciali e stanno negoziando l’acquisto per le forze armate brasiliane di un sistema di difesa antiaerea russo. Per la presidente Rousseff, che ad ottobre si candida ad un secondo mandato, il vertice dei Brics e’ una importante vetrina politica. Anche se l’economia brasiliana ha perso il ritmo di crescita degli ultimi anni ed ora il Pil fa segnare una rachitica crescita dell’1%, mentre l’inflazione, storico tallone d’Achille del gigante sudamericano, ha superato il 6,5%. Dilma ha incassato un importante endorsement da Putin, che ha definito il Brasile ”un candidato meritevole e forte per un seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” e approfittera’ quindi del vertice dei Brics per rilanciare l’immagine del Brasile come potenza regionale. La presidente brasiliana ha deciso perciò di invitare domani ai lavori del summit, che si sposteranno nella capitale Brasilia, blindata da quasi 7 mila militari, i leader dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) per una photo opportunity con il presidente cinese Xi Jinping, il premier indiano Modi, Putin e il presidente sudafricano Jacob Zuma. (di Marco Brancaccia/ANSA)

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