Camusso attacca Renzi, basta parole, difendere il lavoro

ROMA. – Attacco frontale della Cgil al Governo. Susanna Camusso si rivolge direttamente a Renzi, affinché “rompa gli indugi e agisca per difendere” l’occupazione, visto che siamo davanti a una situazione che la leader sindacale non esita a definire “insostenibile”. Come dimostrano le centinaia di crisi aziendali, ultime quelle delle acciaierie di Terni e della raffineria di Gela. Camusso, nel suo affondo, chiede al premier “non solo parole” ma anche fatti, “provvedimenti e politiche industriali”. Intanto il ministero del Lavoro fa il punto sui fondi per gli ammortizzatori in deroga, spiegando che per l’anno in corso servono “almeno” 800 milioni di euro, ma assicura che insieme al Mef sono state individuate già metà delle risorse necessarie. Il segretario generale del sindacato di Corso d’Italia non usa mezzi termini nel suo messaggio, arrivato con una nota nel pomeriggio. Per Camusso il premier Matteo Renzi nelle sue “visite pastorali ai lavoratori nelle fabbriche in difficoltà” non può portare solo “televisioni e giornalisti”, quando è arrivato il momento di “attuare la prima vera riforma che serve all’Italia”, ovvero “difendere e allargare l’occupazione”. Invece finora, per il numero uno della Cgil, l’esecutivo è stato “impegnato solo nelle controverse leggi costituzionali ed elettorali”. Duro il giudizio anche sugli 80 euro: il loro “effetto”, sottolinea, “è già finito”. Camusso mette in fila le vicende delle Ast di Terni, dell’Ilva, di Piombino e ancora “delle stesse aziende a controllo pubblico”, come l’Eni. Tutte situazioni che risentono, spiega, della “sottovalutazione” e dell'”inerzia” di chi è al timone del Paese. Inoltre Camusso avverte che “mancano le risorse necessarie alla copertura degli ammortizzatori sociali”, mentre “il Governo si limita a denunciare la situazione, quasi che fossero altri a dover provvedere”. Le parole della Cgil arrivano nel giorno in cui il ministero guidato da Giuliano Poletti avverte sullo stato dei finanziamenti per la cassa integrazione e la mobilità in deroga. Chiuso il capitolo sul 2013 (per cui sono stati trovati 400 milioni giusto mercoledì scorso) si riapre la questione relativa al 2014. Per ora, infatti, “le risorse residue”, che restano per i pagamenti a copertura di cig e mobilità in deroga si fermano a 600 milioni, contro i 1,4 miliardi previsti. Il ‘buco’ da colmare ammonta così a 800 milioni di euro. Ma i ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno, come evidenzia il comunicato del dicastero di Via Veneto, già identificato “risorse utilizzabili” per 4-500 milioni. Rimane comunque il divario rispetto ai fondi stanziati per il 2013 (2,4 miliardi). Ecco che i due ministeri sono all’opera “per completare il reperimento di tutte le risorse necessarie” e “definire nuovi criteri che ne assicurino la corrispondenza al nuovo quadro finanziario”. Lo stato in cui versano gli ammortizzatori sociali continua a preoccupare i sindacati, che la prossima settimana si mobiliteranno per (martedì e giovedì), con sit-in a piazza Montecitorio.

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