Jaua: “Nessun ‘paquetazo’ economico”

CARACAS – Lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Elías Jaua Milano. Pur ammettendo che si analizza con gli imprenditori quali provvedimenti prendere per correggere gli squilibri macroeconomici, il ministro di origine italiana ha  segnalato che non vi saranno disposizioni “neo-liberali”. Tantomeno, colpi di timone.

– Nessuno pensi che in Venezuela si possano applicare provvedimenti di carattere neo-libeale – ha assicurato -. Ciò può accadere nei sistemi capitalisti. Noi socialisti non adottiamo questo tipo di provvedimenti economici.

Il responsabile del dicastero degli Esteri, intervistato dal collega Wladimir Villegas del canale di televisione “all-news”, ha assicurato che il Paese non è indebitato. E riferendosi ad uno dei crediti concessi dalla Cina ha informato:

– Il 90 per cento del finanziamento dei 50 miliardi di dollari è stato già pagato con petrolio.

Quindi ha rassicurato i venezuelani e sostenuto con enfasi che indebitarsi non vuol dire cedere sovranità.

Intanto, l’imprenditoria venezuelana attende con ansia, ed anche con timore, il “sacudón” promesso dal presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, che è stato rinviato a dopo il Congresso del Psuv.

Stando a indiscrezioni, in seno al partito di governo esistono due correnti diametralmente opposte. La prima, insiste nella necessitá di un colpo di timone e, quindi, di una inversione di rotta nella politica economica e sociale del Governo. Questa corrente, inoltre, vedrebbe di buon occhio la razionalizzazione degli ammortizzatori sociali e una riduzione della spesa pubblica. Dal versante opposto, invece, si chiede che si prosegua sul solco tracciato. Non manca una minoranza che vorrebbe si conciliassero gli aspetti economici con quelli sociali e pone ad esempio le conquiste sociali ottenute nei paesi del nord Europa. Insomma, vorrebbe che si raggiungesse un equilibrio tra libera iniziativa e responsabilità sociale.