Venezia: alla Mostra tanta Francia, Usa e autori

ROMA. – La cosa che spicca di più agli occhi è l’ingombrante presenza dei francesi in concorso, ben quattro (senza contare le cinque coproduzioni). Un record che, scherzandoci su, potrebbe far pensare allo stretto legame che un piemontese come Alberto Barbera ha sicuramente con la vicina Francia. Ma di fatto la 71/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (27 agosto-6 settembre), presentata oggi a Roma, mostra non solo una chiara vocazione transalpina, ma anche la presenza di tanti film Usa (quattro lungometraggi anche per loro) e, infine, una vocazione autorale sempre più spiccata rispetto alla ricerca del glamour. In tutto comunque saranno 55 i lungometraggi presenti al Lido, tra concorso fuori concorso e altre sezioni, firmati da grandi autori, esordienti e ultracentenari-cult come Manoel De Oliveira. Intanto da segnalare c’è BIRDMAN, film d’apertura del regista messicano Alejandro Inarritu (21 grammi). La storia di un attore (Michael Keaton) in crisi che, dopo aver interpretato un supereroe in un blockbuster campione di incassi al box office, si ritrova da solo, vittima del suo carattere burbero e scontroso e con una carriera che punta verso l’oblio. Ci sarà poi THE CUT di Fatih Akin, terzo atto di una trilogia sull’amore, la morte e il demonio insieme ai precedenti La sposa turca e Ai confini del paradiso. Il film esplora la malvagità dell’essere umano come il suo legame con la bontà. E ancora, sempre in concorso, un documentario (l’anno scorso, va ricordato, vinse appunto un docu italiano, Il Sacro GRA di Gianfranco Rosi) di Joshua Oppenheimer, autore di Act of killing che torna sui luoghi delle torture del regime indonesiano con questo suo THE LOOK OF SILENCE. C’è poi, per la prima volta in concorso, un film di Shinya Tsukamoto, FIRES ON THE PLAIN, sulle conseguenze della Seconda Guerra mondiale. Quattro i film francesi in concorso. Ed esattamente quello di Xavier Beauvois (LA RANCON DE LA GLORIE), LE DERNIER COUP DE MARTEAU di Alix Delaporte, LOIN DES HOMMES di David Oelhoffen con Viggo Mortensen e, infine, il film di Benoit Jacquot 3 COEURS su cui punta molto Barbera. E’ ambientato in una notte di provincia dove Marc incontra Sylvie dopo aver perso il treno e con lei vaga tutta la notte. Ma qualcosa di irreversibile accade tra i due che si lega alla più bizzarra delle coincidenze. Altro film dal quale potrebbero venire sorprese è quello del regista svedese Roy Anderson, dal lungo titolo A PIGEON SAT ON A BRANCH REFLECTING ON EXISTENCE. Di scene due uomini, un venditore e un ritardato mentale, che affrontano insieme un viaggio fatto di riflessioni e incontri e che riflette una visione tragicomica della società contemporanea. C’è poi un film Usa sulla crisi immobiliare, 99 HOMES di Ramin Baharani. Siamo a Orlando, Florida. Dennis, padre di famiglia sfrattato dalla sua casa da un agente immobiliare che lavora per le banche, si ritrova a lavorare dall’altra parte della barricata. Dalla Turchia arriva SIVAS di Kaan Mujdeci. Di scena i combattimenti tra cani e un ragazzino che non può fare a meno di affezionarsi e prendersi cura del suo, trasformandolo da perdente in campione. C’è poi la guerra, uno dei temi forti di questa edizione, di GOOD KILL, ovvero l’uso dei droni militari in un film Usa firmato da Andrew Niccol e due film poi con protagonista Al Pacino (che sarà presente al Lido), quello di David Gordon Green MANGLEHORN e quello fuori concorso THE HUMBLING di Barry Levinson. Tra gli eventi l’ultimo film di Manoel de Oliveira che a 105 anni ha messo mano a THE OLD MAN OF BELEM; l’ultimo lavoro di James Franco THE SOUNDS AND THE FURY e, su tutti, il ritorno sul grande schermo di Peter Bogdanovic con SHE’S FUNNY THAT WAY, la storia di una prostituta divenuta attrice a Broadway che sconvolge la vita di tutti gli uomini che incontra. (di Francesco Gallo/ANSA)

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