L’addio di Peres, lascio l’incarico ma non il mio credo

TEL AVIV. – Al termine di un mandato di sette anni il novantenne Shimon Peres ha dato oggi un mesto addio alla carica di Capo dello Stato e ha passato le consegne a Reuven Rivlin: un esponente del Likud con fama di ‘falco’, ma anche strenuo difensore dei diritti civili della minoranza araba in Israele. ”Mi separo dal mio incarico, ma non dal mio credo”, ha detto Peres, premio Nobel per la pace, riferendosi al suo piu’ che ventennale impegno per un accordo di pace con i palestinesi. Nel discorso di commiato ha riproposto la visione di un futuro sereno in cui Israele vivrà in armonia con il mondo arabo. In parlamento però l’atmosfera era severa per le perdite patite dall’esercito a Gaza. Da parte loro, la maggior parte dei deputati arabi hanno preferito in questa occasione dare forfait. ”Non avrei immaginato che anche negli ultimi giorni di mandato sarei stato costretto a visitare famiglie in lutto” ha detto Peres con amarezza. Adesso, ha aggiunto, Israele ”si vede costretto ad avvertire il mondo dei pericoli della follia terrorista”. ”Hamas ha fatto entrare migliaia di palestinesi nel campo di fuoco e di morte… Israele non e’ nemico della gente di Gaza – ha esclamato Peres – ma e’ nemico di chi persegue ad oltranza una linea di morte”. Nel suo primo discorso dopo il solenne giuramento, anche Rivlin ha rilevato: ”Noi non combattiamo il popolo palestinese, non abbiamo una guerra contro l’Islam”. ”Siamo in lotta – ha proseguito – con un terrorismo crudele e assassino, che si prefigge di annientarci”. Figlio di un intellettuale che ha tradotto in ebraico il Corano, Rivlin ha ricordato che fra i migliori amici di suo padre c’erano esponenti di due celebri famiglie palestinesi, i Nashashibi e i Freij. Nello Stato ebraico, ha precisato, gli arabi devono godere di pieni diritti. Poi, rivolgendosi alla societa’ israeliana, Rivlin ha anche denunciato ”l’estremismo e la violenza, che di recente hanno risollevato il loro volto repellente”: una possibile allusione ad attacchi anti-arabi avvenuti nelle settimane scorse nelle citta’ israeliane. Peres, da parte sua, ha assicurato che anche da privato cittadino continuera’ a far sentire la propria voce. E gia’ domattina sara’ nel suo ufficio a Jaffa, con vista sul mare, nello sgargiante ‘Centro Peres per la pace’. (di Aldo Baquis/ANSA)