Allarme terrorismo in Norvegia, “attacco imminente”

ROMA. – A tre anni esatti dalle stragi di Oslo e Utoya, la Norvegia è di nuovo sotto attacco, un attacco “imminente”. Questa volta, però, la minaccia non arriva dall’estrema destra nazionalista e razzista di Anders Breivik, ma dalla Siria. O meglio dai cosiddetti “fighters”: cittadini europei o residenti in Europa che hanno combattuto in Siria tra le file dei jihadisti e una volta tornati nei loro Paesi di appartenenza possono rappresentare un pericolo. Non è chiaro dove e come i terroristi possano colpire la Norvegia ma l’allarme è “concreto, credibile” e, soprattutto, “potrebbe essere una questione di giorni”, ha spiegato il capo dell’intelligence, la signora Benedicte Bjornland. Per questo è già stata rafforzata la presenza della polizia in luoghi sensibili come aeroporti, stazioni di treni e di autobus, lungo i confini del Paese. Non solo, Palazzo reale, parlamento e municipio di Oslo sono stati chiusi al pubblico, almeno per il momento. Gli agenti, di solito disarmati, sono stati dotati di armi e, dopo le forti critiche per la lentezza nella risposta all’attacco di Breivik tre anni fa, hanno “accorciato i loro tempi di reazione”, secondo un funzionario. Gli 007 non hanno precisato chi possa essere dietro un eventuale attentato ma hanno parlato di un piccolo gruppo di persone legate a estremisti islamici in Siria. Stando agli ultimi rapporti dell’intelligence, sono 50 i norvegesi che hanno lasciato il Paese per unirsi ai combattenti. Per lo più uomini, giovani e senza nessun legame familiare in Siria. “Abbiamo ricevuto una minaccia non specifica, ma preoccupante e credibile, della possibilità di un attacco terroristico in Norvegia nel prossimo futuro”, ha detto la Bjornland in una dichiarazione inusuale per i servizi norvegesi, che di solito non rivelano pubblicamente gli allarmi terrorismo. “La minaccia ha una durata limitata”, ha aggiunto il capo dell’intelligence. Il primo ministro Erna Solberg ha rinviato la partenza per le vacanze ma ha cercato di rassicurare i norvegesi invitandoli a “continuare a vivere la vita di tutti i giorni, senza lasciarsi intimorire”. La Norvegia non sarebbe l’unico Paese europeo ad essere nel mirino dei terroristi in questi giorni, secondo quanto riportato sul sito della polizia norvegese, che scrive di un attacco “pianificato in Europa”. L’intelligence norvegese non ha voluto parlare di altri Paesi coinvolti, limitandosi a dire che la Norvegia era esplicitamente citata. D’altra parte negli ultimi mesi il timore di attentati terroristici da parte di “reduci” europei di ritorno dalla Siria si è diffuso in diversi Paesi occidentali, dagli Stati Uniti alla Francia, da dove era partito l’attentatore del museo ebraico di Bruxelles, all’Italia. A giugno il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva riferito di 30 persone residenti in Italia che erano partiti per combattere in Siria, otto dei quali erano morti nel Paese. Secondo Europol, sono circa 2.300 i giovani estremisti islamici che dai Paesi dell’Unione europea sono andati in Siria per unirsi alle diverse formazioni combattenti. (Benedetta Guerrera/Ansa)

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