Israele rifiuta la tregua, bocciata la bozza di Kerry

Pubblicato il 25 luglio 2014 da redazione

TEL AVIV. – Israele ha respinto la proposta del segretario di Stato Usa John Kerry per un cessate il fuoco a Gaza chiedendo miglioramenti prima che possa essere raggiunta ogni intesa. “L’offerta di Kerry mette in risalto i vantaggi che Hamas sta cercando più che dare priorità alle nostre domande di sicurezza. Era inaccettabile”, è stato il commento israeliano trapelato su Haaretz. La decisione di respingere il piano – presa secondo quanto sembra all’unanimità dal gabinetto di sicurezza convocato dal premier Benyamin Netanyahu – è stata dettata dall’insoddisfazione per il contenuto della proposta stessa su alcuni punti. Per questo il Gabinetto di sicurezza – dopo una riunione durata ore – ha deciso di continuare il lavoro su come incrementare quelle stesse linee “a favore di Israele”. Il punto di contrasto – secondo la tv di Stato israeliana – sarebbe che lo Stato ebraico intendere restare nella Striscia e continuare a distruggere i tunnel usati da Hamas per entrare in territorio israeliano. Kerry ha provato, insieme al segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon e all’Egitto, a tirare le fila di un lavoro diplomatico complesso, che ha visto anche il ministro degli Esteri turco Ahmed Davutoglu andare in Qatar, dove c’é il leader di Hamas Khaled Meeshal, per favorire la tregua tra Israele e la fazione islamica di Gaza. Lavoro che proseguirà, a Parigi, con la riunione alla quale parteciperanno, oltre a Kerry, il Ministro degli Esteri Federica Mogherini insieme ai capi della diplomazia francese Laurent Fabius, tedesco Frank-Walter Steinmeier, britannico Philip Hammond, turco Ahmet Davutoglu e i mediatori del Qatar. Le proposte avanzate alle parti da Kerry – secondo quanto confermato dallo stesso capo della diplomazia Usa in una conferenza stampa al Cairo con Ban – prevedevano come primo passo una tregua umanitaria temporanea, da oggi, o al massimo da domenica, di una settimana. Durante questo lasso di tempo, le parti, grazie alla mediazione internazionale, avrebbero cominciato a negoziare su punti di sicurezza, economici e politici per un accordo duraturo. Tra i punti – che avrebbero contato sull’attiva partecipazione dell’Autorità nazionale palestinese – era previsto che durante la tregua le forze israeliane non avrebbero lasciato del tutto la Striscia, ma questo era anche uno dei temi più contestati da parte palestinese. Punto che evidentemente, almeno a giudicare dalla risposta di Israele, non sarebbe poi passato nella parte conclusiva della possibile intesa. Sempre secondo le anticipazioni dei media, gli Usa, il segretario generale dell’Onu e l’Unione Europea si sarebbero fatti garanti con entrambe le parti che i negoziati al Cairo avrebbero riguardato temi come la demilitarizzazione della Striscia ma anche la fine del blocco e la ricostruzione dei danni subiti da Gaza durante le operazioni e altri temi economici. Quello che appare al momento un passo falso della diplomazia fa da contorno ad una situazione pesantissima nella Striscia, anche se i combattimenti, alla vigilia della fine del Ramadan e dell’arrivo della ‘Notte del destino’, sono apparsi meno intensi di quelli dei giorni precedenti. Per fonti palestinesi, il bilancio complessivo è di circa 823 morti (compresi, secondo l’ong Oxfam, 170 bambini) e più di 5.200 feriti. In Israele – dove sono continuati a piovere i razzi verso il centro e il sud del Paese, inclusa la zona di Tel Aviv – si contano 35 morti tra i soldati, compreso il militare dato per disperso a Sajaya (Gaza) il 20 luglio scorso. Adesso è stato ufficialmente dichiarato “ucciso in combattimento”, ma il suo luogo di sepoltura è ancora ignoto. Hamas aveva rivendicato di averlo rapito. La situazione, al 18esimo giorno di conflitto, si è incendiata anche in Cisgiordania, dove in un’atmosfera di ritorno di Intifada cinque palestinesi sono rimasti uccisi nel corso di manifestazioni di solidarietà con la popolazione della Striscia e contro l’esercito israeliano. Tensione altissima anche nella città vecchia di Gerusalemme, presso la Spianata delle Moschee, dove è stata bruciata una stazione di polizia e dove i fedeli musulmani hanno forzato il blocco della polizia israeliana che impediva l’ingresso ai più giovani di 50 anni.

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(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Gennaro Gattuso prende le difese di Gianluigi Donnarumma, "pur rispettando i tifosi" che hanno contestato il portiere durante Milan-Verona. "Si sta facendo passare un ragazzo così giovane - spiega l'allenatore dei rossoneri - come un mostro. Non se lo merita, ha valori incredibili. Dobbiamo tutelare un ragazzo in grandissima difficoltà. Non ha saltato mai un allenamento o una partita, dopo il pareggio con il Benevento ha pianto. Io vedo un ragazzo che si allena con grande professionalità e voglia: è il portiere più forte del mondo e un grandissimo uomo". Gattuso commenta le voci di mercato sul portiere: "Se la società dice che non vuole vendere, cosa devo dire di più? Gigio non mi ha mai detto che vuole andar via. E non ho detto che Mino sta convincendo il ragazzo. Vediamo come andrà a finire".

01:08Mirabelli: “Donnarumma? Sappiamo da dove viene male”

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - "Non tutte le colpe sono di Gigio Donnarumma. Purtroppo sappiamo da dove viene il male, speriamo nei prossimi mesi di risolvere il problema". Nelle parole del ds del Milan, Massimiliano Mirabelli, c'è un chiaro riferimento all'agente Mino Raiola: "Gigio dovrà venire a supplicarci di mandarlo via. Semmai dovesse succedere, qualsiasi squadra arrivi detteremo noi le condizioni. Non ci facciamo prendere per il collo da nessuno. Io credo che un giorno si accorgerà dove sta il bene e dove sta il male".

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Mi spiace dirlo, ma fossi in Curva a #SanSiro, stasera #Donnarumma lo fischierei". E' il tweet con cui Enrico Letta, tifoso del Milan ed ex presidente del Consiglio, interviene sulla vicenda Donnarumma. Il portiere dei rossoneri, dopo che nei giorni scorsi il suo procuratore Mino Raiola ha chiesto di annullare il contratto appena rinnovato con il club, è stato fischiato e insultato dai tifosi stasera a San Siro, prima della partita di Coppa Italia vinta sul Verona.

00:27Calcio: Premier, Manchester City vittoria con il record

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - Tutto invariato al vertice della Premier League, dopo le partite del turno infrasettimanale, valide per la 17/a giornata. Vincono i due Manchester, che restano separati di 11 punti in classifica: il City leader s'impone sul campo dei gallesi dello Swansea per 4-0 (15/a vittoria di fila e record), con doppietta di David Silva, reti di De Bruyne e Aguero, in campo da titolare. E' la 15/a vittoria di fila per la squadra di Guardiola, un record per il campionato. Il City non ha faatto bottino pieno l'ultima volta il 21 agosto. Lo United si è imposto per 1-0 in casa contro il Bournemouth, grazie a un gol di Romelu Lulaku, servito da Juan Mata. al 25'. Successo anche per Antonio Conte e il Chelsea sul campo dell'Huddersfield per 3-1. Di Bakayoko, Willian e Pedrito le reti. Senza gol, infine, uno dei tanti derby di Londra, quello fra West Ham United e Arsenal.

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