Bagno di folla per il Papa a Caserta, la pioggia non ferma la festa

CASERTA. – Non li ha fermati la pioggia della mattina, né l’afa soffocante del pomeriggio: in 200 mila hanno risposto “presente” all’appuntamento con Papa Francesco per una visita tanto imprevista quanto di portata storica per Caserta, terra piagata da “un terribile sfregio” e dalla criminalità. Un vero e proprio bagno di folla per il Papa travolto da un’accoglienza calorosa, con il Pontefice che nell’abituale giro a bordo della “jeep” all’interno della Reggia in più circostanze ha fatto fatica a liberarsi dalla morsa di chi lo tirava per la veste bianca. Disabili, immigrati, fedeli provenienti dalle parrocchie di tutta la Regione, donne e uomini di ogni età hanno accettato di stare in fila per ore prima di accedere al piazzale antistante la Reggia dove il Papa – giunto a Caserta poco prima delle 16.00 – è arrivato intorno alle 17.30, dopo aver incontrato il clero alla Cappella Palatina. Per lui giro sulla “papamobile” e poi la celebrazione della messa dedicata a Sant’Anna, “la nonna di Maria”, come Francesco ha definito la patrona di Caserta. Prima di ripartire – sempre in elicottero – alla volta del Vaticano, poco dopo le 20.00. Tra i fedeli anche chi ha trascorso la notte all’aperto avvolto nei sacchi a pelo pur di conquistare un posto nelle prime file. Davanti a tanta gente, inevitabili alcune situazioni di ressa all’interno di un’organizzazione che ha complessivamente tenuto: ne hanno fatte le spese donne e anziani. Numerosi, infatti, sono stati i casi di malore che hanno richiesto l’intervento degli oltre 300 volontari della Croce Rossa: alla fine sono state 120 le persone soccorse nei due ospedali di campo e 30 negli ospedali cittadini. Pochi gli striscioni, uno diceva “no a razzismo e camorra”. Così come pochi i riferimenti alla Terra dei Fuochi, citata solo in qualche cartello. Tante le bandiere sventolate, soprattutto del Vaticano e dell’Argentina, ma tantissime anche quelle inneggianti alla pace e quelle della Palestina. C’erano anche i genitori di un bambino morto di tumore. Lo ha voluto lo stesso Pontefice che prima di recarsi a Caserta si è informato sulla realtà della Terra dei Fuochi. Come spesso gli capita, Francesco ha fatto ricorso all’ironia, sia durante la funzione che nell’incontro a porte chiuse con il clero. Incontrando 19 vescovi e oltre cento sacerdoti, papa Francesco ha chiesto “scusa” per essere venuto a Caserta a portare un po’ di “subbuglio” nel giorno della festa di Sant’Anna. Le parole del Papa hanno sollevato i sorrisi dei presenti col vescovo di Caserta, Giovanni D’Alise, che ha replicato: “Magari ci fossero subbugli del genere”. Un solo imprevisto: una festosa invasione di campo da parte di chi, stando molto distante dal palco, non ha resistito alla tentazione di avvicinarsi alla cosiddetta zona rossa forzando i varchi. Un episodio di colore, e senza conseguenze, che la polizia ha contenuto disponendo altre transenne. La visita di Francesco si è conclusa come era cominciata, con un bagno di folla all’uscita. E sono stati diversi i bambini accarezzati e presi in braccio dal Pontefice: ma non Francesco, un bimbo di 13 mesi che deve il nome proprio al Papa e che in prima fila con la mamma ha visto il Papa passargli davanti senza che si accorgesse di lui. Il suo pianto inconsolabile, alla fine, era l’unica nota stonata di una giornata di festa. (di Armando Petretta/ANSA)

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