Gaza: tregua, ma Hamas respinge la proroga, i morti sono mille

Pubblicato il 26 luglio 2014 da redazione

TEL AVIV. – Giornata di tregua nel conflitto di Gaza, una tregua che Israele aveva prorogato fino alla mezzanotte, ma che Hamas ha respinto in serata rivendicando il lancio di sette razzi sul sud e nel centro del paese, e gelando così la richiesta un cessate il fuoco “innovabile” giunta dal vertice diplomatico internazionale di Parigi. La calma durata dodici ore ha consentito ai soccorritori di arrivare nei quartieri più colpiti: dalle macerie sono stati estratti decine di corpi e il bilancio delle vittime e’ salito a piu’ di 1.000. La disponibilità del governo di Benyamin Netanyahu a prorogare la tregua, aveva fatto seguito all’appello rivolto da Parigi dai ministri degli esteri di Francia, Usa, Italia, Qatar, Turchia, Germania ed altri paesi, per una proroga di ”24 ore rinnovabili”. Israele ha convocato per la serata a Tel Aviv una riunione del Gabinetto di sicurezza per decidere -a quanto sembra – non solo l’andamento dell’operazione sulla Striscia (giunta al 19/o giorno) ma anche le prossime mosse su un possibile cessate il fuoco per cui preme la comunita’ internazionale. Una cosa pero’ Israele ha ribadito: anche in presenza di una sospensione del conflitto, non rinuncera’ a individuare e distruggere i tunnel ”del terrore” che da Gaza minacciano lo stato ebraico. La risposta di Hamas è stata invece la ripresa del lancio di razzi. Parigi dunque, dopo ieri il Cairo, e’ stato il centro degli sforzi diplomatici con il vertice dei responsabili esteri dei paesi piu’ coinvolti, a partire dal segretario di Stato Usa John Kerry. “E’ stata una riunione positiva – ha detto il ministro degli esteri Laurent Fabius – qui siamo tutti per un’estensione del cessate il fuoco a Gaza”. ”Ora la priorità – ha incalzato il ministro degli esteri Federica Mogherini – è fermare la perdita di vite umane. L’incontro è stato molto utile per fare il punto della situazione e coordinare gli sforzi per giungere a un’estensione del cessate il fuoco sostenibile nel lungo periodo”. La tregua di 12 ore – cominciata stamattina alle 8 ora locale – ha dato un po’ di sollievo, in vista anche della fine del Ramadan, alla popolazione di Gaza. La gente di Sajaya (circa 50mila abitanti) – proprio a ridosso con il confine israeliano e da dove, secondo il portavoce militare sono stati lanciati circa 140 razzi – e’ tornata nel proprio quartiere colpito in modo pesante nei giorni passati. La sensazione – hanno raccontato fonti locali – e’ stata quella di trovarsi in una zona colpita da un sisma. Nell’aria – hanno aggiunto – si respirava la morte: decine di corpi in decomposizione (oltre 80, secondo fonti palestinesi) sarebbero stati recuperati sotto le macerie nel corso della mattinata. In tutti i visitatori prevaleva una sensazione di shock. In un’altra cittadina della Striscia, a Khan Younis, 22 persone della stessa famiglia sarebbero perite in un bombardamento prima dell’entrata in vigore della tregua. Gli sfollati in tutto -secondo l’Unrwa – sarebbero circa 165mila. Israele – nelle ore di tregua – ha perso altri tre soldati con un totale tra i militari di 40 morti, piu’ tre civili. I feriti tra i soldati sono, secondo il portavoce militare, 138, di cui alcuni gravi. L’esercito ha mostrato alla stampa, nelle vicinanze del kibbutz di Nir-Am (nel Neghev occidentale), uno dei tunnel -oggi ne sono stati trovati altri 4 e il totale secondo i militari e’ finora di circa 30 con oltre 100 aperture diverse – dal quale ”Hamas avrebbe potuto far passare” fino in territorio israeliano ”decine di terroristi, forse anche centinaia”. ”La sua scoperta – ha detto un ufficiale – ha sventato un attentato di grande portata”. In Cisgiordania, dopo gli incidenti in manifestazioni contro la guerra della scorsa notte in cui sono stati uccisi due giovani palestinesi, oggi la situazione e’ apparsa finora calma. A Tel Aviv in serata si e’ svolta una manifestazione di protesta contro la guerra nella centralissima Piazza Rabin, mentre dall’altra parte della piazza si sono ritrovati i sostenitori dell’operazione.  (di Massimo Lomonaco/ANSA)

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21:41Egitto: firmati accordi con Russia per centrale atomica

(ANSA) - IL CAIRO, 11 DIC - Egitto e Russia hanno firmato accordi per la costruzione della prima centrale nucleare egiziana, quella progettata a Dabaa, sul Mediterraneo a ovest di Alessandria. "Firmati accordi tra l'Egitto e la Russia", ha annunciato in sovrimpressione la tv di Stato egiziana mostrando, come riferito da un telecronista, "i ministri dell'Elettricità" dei due paesi firmare documenti con, alle spalle, il presidente russo Vladimir Putin e quello egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Che gli accordi alla firma oggi riguardassero la centrale di Dabaa era stato ampiamente anticipato dai media prevedendo ora che i suoi quattro reattori di costruzione russa dovrebbero entrare in funzione fra il 2022 e il 2026. "Dopo l'accordo di Dabaa l'Egitto otterrà la tecnologia più moderna e più sicura", ha detto Putin in un discorso tenuto dopo la firma e trasmesso in diretta tv dall'emittente di notizie Nile News.

21:41Maltempo: traghetti nord Sardegna fermi sino a domani

(ANSA) - OLBIA, 11 DIC - Collegamenti marittimi semiparalizzati nel nord Sardegna. A causa del forte vento di libeccio che soffia da questa mattina, le navi che sarebbero dovute arrivare da Genova e Civitavecchia sono rimaste ferme in porto. Il traghetto Bithia della Tirrenia stasera non ha lasciato lo scalo laziale, come previsto, ma partirà alle 8 di domani mattina per arrivare a Olbia solo alle 14. Problemi anche per la nave Tommy della Moby che non potrà rispettare la partenza da Olbia per Civitavecchia alle 22.30 ma mollerà gli ormeggi alle 4 di stanotte attendendo un miglioramento delle condizioni meteo-marine. Stesso problema per il traghetto Janas della Tirrenia in partenza da Genova per Porto Torres, che invece di partire questa sera lascerà il molo ligure domani mattina per arrivare alle 17. Tutto regolare, invece, per il traghetto Moby Aki che stasera affronterà la traversata Olbia-Livorno. "I forti ritardi nei collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Penisola - spiega la Capitaneria di porto di Olbia - sono dovuti alle condizioni proibitive in mare aperto dove le onde sono alte sino a quattro metri e il vento è forza sette con raffiche di 33 nodi, cioè oltre 60 km orari". Il forte vento di libeccio ha creato disagi anche a terra, dove i vigili del fuoco di Sassari e Olbia hanno effettuato oltre trenta interventi per tralicci e alberi divelti. Secondo le previsioni ci sarà una attenuazione del fenomeno a partire da domani pomeriggio.(ANSA).

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