L’ira di Renzi, non molliamo, no a dittatura minoranza

Pubblicato il 29 luglio 2014 da redazione

ROMA. – Nell’aula di Palazzo Madama, doveva andare in scena un copione scritto: Vannino Chiti avanzava la mediazione, Loredana De Petris di Sel accoglieva il “lodo” e Luigi Zanda applaudiva all’intesa trovata. Ed, invece, si è visto tutt’altro film. Ed ora, ad oltranza, senza vacanze nè pause, si andrà avanti per approvare la riforma del Senato. “Vendola voleva un riconoscimento da Renzi che non c’è stato”, è la spiegazione che fonti di governo danno dell’accordo saltato all’ultimo minuto. E che ora vede il premier ancora più determinato a “non mollare” perchè il governo non accetta “i ricatti di chi ha paura di perdere la poltrona”. Matteo Renzi non ha voluto andare di persona a guardare la battaglia che da oggi si è ufficialmente aperta in Senato. Ha ricevuto dalla nazionale azzurra di scherma una sciabola ma ha preferito non usarla. Ma la presenza, nel Transatlantico di Palazzo Madama, degli uomini più vicini al premier spiegava molto dell’urgenza del momento e della volontà di fare squadra contro “i guastatori”: oltre al portavoce Filippo Sensi, hanno fatto capolino in Senato i sottosegretari Luca Lotti e Graziano Delrio. Lotti, uomo di poche parole ma definitive, si è scagliato contro Sel, minacciando le alleanze future con Sel che potrebbero saltare alle prossime regionali, in Calabria come in Emilia Romagna. “Avevamo fatto una proposta di mediazione, ci aspettavamo un segnale ed invece non ci si può fidare”, è la lettura dei renziani. Che raccontano come a far saltare la pulce al naso del leader di Sel Nichi Vendola sia stata la mancata chiamata di Matteo Renzi, “un’agibilità politica” al governatore pugliese che il premier, senza badare alle diplomazie, non ha voluto concedere prima di veder ritirati gli emendamenti. Per questo il rottamatore si è ulteriormente convinto che l’ostruzionismo delle opposizioni è solo strumentale. “Ma gli italiani – ragiona il premier – non lo capiscono mentre ci hanno chiesto di cambiare un sistema politico che non funziona più e che noi lo faremo senza paura e senza mollare”. E’ chiaro che tra i fedelissimi del premier la giornata di oggi, tra cori in aula e volantini esposti, è l’ennesima prova che sarebbe meglio andare alle urne per vincere e creare una maggioranza omogenea. Ma il premier non la ritiene la via maestra, convinto che la gente “vuole finalmente le riforme e non le ennesime elezioni”. Per questo, convinto che “un giorno in più, una settimana in più e ce la faremo”, Renzi guarda alle prossime tappe: giovedì a portare in consiglio dei ministri il decreto “Sblocca-Italia” e a rodare il nuovo team di economisti che ha voluto a Palazzo Chigi per definire le misure che saranno il cuore del programma dei mille giorni che presenterà a settembre. “Non accettiamo la dittatura della minoranza”, è la linea che va avanti senza preoccuparsi delle critiche dei nemici. E neanche dei consigli degli amici, come Diego Della Valle che sembra giudicare la trattativa messa in piedi con Forza Italia quando rivolge un appello al presidente della Repubblica, senza però riferirsi al premier, “perchè la Costituzione scritta da persone come Einaudi non sia fatta cambiare dall’ultimo arrivato seduto in un bar con un gelato in mano” o, “da vecchi marpioni della politica italiana”. (di Cristina Ferrulli/ANSA)

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19:29Inter: Spalletti “Abbiamo sbagliato la ripresa”

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Dispiace sicuramente aver perso, un po' di più perché è passato un po' di tempo dall'ultima e non eravamo più abituati". E' amareggiato il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, dopo il primo ko stagionale, contro l'Udinese. "Ma ce la siamo un po' andati a cercare - le sue parola a Premium - perché nel 2/o tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati timidi e poi loro sono stati bravi, hanno fatto valere la loro fisicità. Oggi non ci è girata tanto bene". Spalletti esclude che il ko possa essere 'figlio' di un calo fisico: "No, assolutamente. L'aspetto fisico mi è sembrato a posto ma nella ripresa abbiamo sbagliato molto tecnicamente e dove abbiamo aumentato la distanza tra i reparti. La differenza l'ha fatta la gestione errata della palla. Il gruppo in testa ha fatto un girone d'andata tutto in volata, è stato uno sprint continuo. Ora chiaramente chi si siede un attimo rischia di essere superato. Noi non volevamo questo, eravamo convinti di fare un'altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita".

19:11Studi a rischio per figli teste giustizia, programma mirato

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

19:05Trasferimento beni: giudizio immediato per Massimo Nicoletti

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

18:50Calcio: Serie B, vincono Palermo e Bari

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il Palermo batte la Ternana e conserva il primo posto nella classifica di serie B dopo 19 giornate, inseguito a tre punti dal Bari, vittorioso a Perugia. Il Cesena frena il Parma, che scivola al terzo posto accanto al Frosinone, che a sua volta pareggia, a Carpi. Un punto a testa anche per Empoli e Cremonese. Risultati: Foggia-Venezia 2-2 (ieri); Avellino-Ascoli 1-1; Carpi-Frosinone 1-1; Cremonese-Empoli 1-1; Entella-Salernitana 0-2; Palermo-Ternana 1-0; Parma-Cesena 0-0; Perugia-Bari 1-3; Pro Vercelli-Spezia 0-2. Domani si giocano Brescia-Cittadella e Pescara-Novara.

18:45Corea Nord: ‘ha hackerato milioni Bitcoin’

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'intelligence sudcoreana è convinta che ci sia Pyongyang dietro gli attacchi hacker alle criptovalute, in particolare Bitcoin, e che Pyongyang abbia così accumulato milioni in valuta virtuale. Lo riferisce la Bbc. Almeno 7 milioni di dollari sono stati rubati, oggi hanno un valore decuplicato di 82,7 milioni. Inoltre, gli hacker si sono impadroniti dei dati personali di almeno 30.000 persone. Secondo gli esperti, l'obiettivo dell'attacco è quello di evadere le sanzioni fiscali a cui è sottoposto la Corea del Nord. Da tempo si sospetta che Kim Jong-un abbia accumulato un presunto tesoretto di Bitcoin da usare contro le pesanti sanzioni imposte al Paese.

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