Muore ultimo aviatore Usa che sganciò bomba a Hiroshima

Pubblicato il 30 luglio 2014 da redazione

WASHINGTON. – Se ne è andato a 93 anni in una tranquilla casa di riposo a Stone Mountain, nel cuore della Georgia, Stati Uniti, “senza aver mai avuto un rimorso o un ripensamento”. Theodore Van Kirk, l’ultimo membro dell’equipaggio dell’Enola Gay che sganciò la bomba atomica su Hiroshima nel 1945, è morto di vecchiaia. Arruolatosi nell’aviazione statunitense nel 1941, l”Olandese’ – così veniva chiamato Van Kirk – non divenne mai pilota, ma navigatore di volo talmente abile da essere scelto per quella che gli venne presentata come “una missione top-secret”. Una missione che doveva portare alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E così fu. Assoldato dal collega ed amico colonnello Paul Tibbett – che divenne il capo team del fatidico bombardiere B-29 – dopo mesi di duro addestramento Van Kirk guidò con le sue carte di volo l’Enola Gay, in sole sei ore e mezza, dall’isola di Titian nelle Marianne sino ai cieli sopra Hiroshima. Era il 6 Agosto 1945: alle 8.15 del mattino ‘Little Boy’ – questo il nome in codice dell’ordigno – la prima bomba nucleare, fu lanciata sulla città giapponese. Uccise più di 240.000 persone e gettò il pianeta nell’era atomica. “L’aereo subì due enormi sobbalzi, fu avvolto da flash di luce fortissimi – ha raccontato in varie interviste l’Olandese – io guardai giù, la città sembrava bollire nelle fiamme, ed il mio primo pensiero fu: ‘La Guerra è finita. Bene’. E provai sollievo”. “Per tutta la sua vita mio padre ha pensato di aver fatto solo e semplicemente il suo dovere – ha raccontato il figlio Thomas – E’ stato un meraviglioso papà e la sua esistenza è molto più dell’Enola Gay”. Van Kirk non parlò della sua esperienza per molti anni. Ma nel 2005, in occasione del sessantesimo anniversario di Hiroshima, disse ai media americani: “Nessuno di noi dell’equipaggio soffrì alcun effetto fisico dalle radiazioni. Non solo: nessuno di noi ha avuto problemi psicologici o si è ritirato in un monastero”. Conclusa la storica missione, l’Olandese fu insignito di medaglie. Finita la guerra lasciò l’aviazione, si prese un master in ingegneria chimica e lavorò per trent’anni alla DuPont. Cresciuto in una fattoria in Pennsylvania, il ‘navigatore’ era nato nel 1921: ora, i suoi resti torneranno nella cittadina d’origine di Northumberland per essere sepolti accanto a quelli della moglie. (di Nicoletta Nencioli/ANSA)

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