Al Corriere si chiude l’era de Bortoli, addio in primavera

MILANO. – Ferruccio de Bortoli lascia la guida del Corriere della Sera. Dopo dodici anni, intervallati dalla parentesi a ‘Il Sole 24Ore’, ovvero dal ’97 al 2003 e di nuovo dal 2009 ad oggi, azienda e direttore hanno trovato un accordo per chiudere la sua “lunga esperienza alla conduzione” del quotidiano di Via Solferino, dove aveva messo piede per la prima volta a soli venti anni, alla fine del 1973. L’intesa prevede che de Bortoli firmi le pagine del Corsera fino al prossimo 30 aprile, ovvero al giorno dell’assemblea degli azionisti di Rcs chiamata ad approvare il bilancio 2014. Il passo indietro costa al gruppo una buonuscita di 2 milioni e mezzo (comprensivi di 3 annualità), così come previsto dal contratto firmato al momento del suo ritorno nel 2009, più una cifra per il patto di non concorrenza. La decisione, ipotizzata già nei mesi scorsi ma sempre allontanata da vertici e amministratori, è stata annunciata a sorpresa a metà giornata mentre era ancora in corso la riunione del Cda, convocata per approvare la semestrale archiviata con una perdita di 70 milioni (quasi dimezzata rispetto ai 125,4 milioni di un anno fa). E così con un comunicato la casa di Via Rizzoli ha annunciato la fine del rapporto ma che de Bortoli resterà alla guida fino alla prossima primavera per “assicurare il completamento di importanti progetti editoriali” in corso d’opera. Durante questo periodo inoltre il direttore, su invito dell’azienda, affiancherà il comitato nomine, presieduto da Roland Berger, nel processo di individuazione del suo successore. Di nomi in questi mesi ne sono circolati diversi, come quello di Mario Calabresi de La Stampa, di Francesco Guerrera del Wall Street Journal o di Aldo Cazzullo proprio del Corriere. De Bortoli, intanto, motivando la decisione a Prima Comunicazione, ha confessato di aver “sperato che ci fosse la possibilità di un nuovo inizio ma, verificato che non c’erano assolutamente le condizioni, alla fine ho accettato la proposta di uscita che mi è stata fatta dall’azienda”. E comunque, ha precisato, “non ho dato io le dimissioni”. Proprio su questo aspetto è intervenuto il segretario dell’Fnsi, Franco Siddi, che ha fatto notare come sia stata fissata “una data a lunga scadenza, un po’ come si fa con gli allenatori di calcio, e questo sconvolge chi guarda agli scenari delle principali realtà editoriali”. Ringraziamenti per il lavoro svolto da de Bortoli, invece, sono arrivati sia dal presidente che dall’amministratore delegato di Rcs. Angelo Provasoli, in particolare, ha apprezzato con piacere la scelta del direttore di “condurre a compimento gli importanti progetti editoriali e di sviluppo che attendono il Corriere nei prossimi mesi” e di affiancare il comitato nomine. D’altro canto Pietro Scott Jovane ha auspicato per il futuro del quotidiano un successore altrettanto forte. Chi non ha appreso di buon umore questa scelta è stato Cesare Romiti che lo definisce “uno dei migliori direttori della storia” del giornale e un errore lasciarlo andare. Intanto, il Cdr del Corsera, informato del prossimo avvicendamento, ha convocato un’assemblea dei giornalisti per domani pomeriggio (alle ore 16). All’interno del quotidiano non si registrano particolari tensioni anche perché l’ipotesi di un cambiamento circolava da tempo. L’auspicio però è che si trovi una soluzione rapidamente. Intanto, il Cda ha approvato la semestrale, chiusa con un calo dei ricavi del 5,6% a 611,1 milioni. La flessione è legata soprattutto alla riduzione delle vendite diffusionali che risentono della cessione o sospensione di alcune testate. In miglioramento però i margini con l’Ebitda che è passata da -28,6 a -4,2 milioni. Il gruppo al tempo stesso ha trovato un accordo sulle condizioni del debito da 600 milioni con le banche creditrici che consente una riduzione degli oneri finanziari (-1,6 milioni) e una proroga dei tempi per la cessione delle attività non strategiche (da cui sono attesi 250 milioni di ricavi). (di Nicola Capodanno/ANSA)

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