Argentina: scontro in tribunale, default pesa sui mercati

NEW YORK. – Botta e risposta fra il giudice Thomas Griesa e l’Argentina. Mentre viene certificata ufficialmente l’insolvenza di Buenos Aires facendo scattare 1 miliardo di dollari di contratti credit defaul swap, si consuma nell’aula di tribunale l’ennesimo scontro fra il giudice Thomas Griesa e l’Argentina. Griesa bacchetta Buenos Aires per le affermazioni fuorvianti e chiede di collaborare con il mediatore. Secca la risposta di Buenos Aires: ”siamo aperti al processo di dialogo” ma ”non abbiamo più fiducia” nel mediatore, Daniel Pollack. Il giudice americano ascolta ma respinge le lamentele argentine: Pollack resta, non sarà sostituito. Il default dell’Argentina, il secondo in 13 anni, pesa sulle piazze finanziarie, appesantite anche dal dato sotto le attese della disoccupazione americana. Le borse europee chiudono in rosso, con Milano che perde l’1,01%. In calo anche Wall Street, dove la delusione sul mercato del lavoro con soli 209.000 posti di lavoro creati e un tasso di disoccupazione in aumento al 6,2%, frena i listini. Al confronto in tribunale fra gli hedge fund e l’Argentina fa da sfondo la decisione dell’International Swaps and Derivatives Association (Isda), che ha stabilito che chi ha venduto i credit default swap sul debito di Buenos Aires deve pagare perchè il mancato pagamento dei titolari di bond da parte di Buenos Aires rappresenta un ”evento di credito”. I contratti cds sul debito argentino sono 20,7 miliardi di dollari, ma la sentenza dell’Isda riguarda 1,04 miliardi di dollari di contratti. Buenos Aires diventa il primo paese dopo la Grecia nel 2012 a far scattare i cds. Buenos Aires deve ”smetterla” di raccontare ”mezze verita”’ sulla crisi del debito, afferma Griesa, sottolineando che la decisione dell’Argentina di non pagare i titolari di bond in default non riduce o estingue gli obblighi di Buenos Aires nei loro confronti. E incalza: le affermazioni dell’Argentina sul voler pagare i suoi debiti sono ”molto fuorvianti” perchè si riferiscono solo ai titolari di bond che hanno aderito al concambio. Da qui l’invito di Griesa a tornare a sedersi al tavolo delle trattative con Pollack, che è riuscito a fare progressi. Buenos Aires mostra il proprio scetticismo al riguardo: ”non abbiamo più fiducia” nel mediatore, le cui affermazioni sono ”dannose e prevenute nei confronti dell’Argentina e del mercato”.

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