Il ministro Pinotti incontra i Marò, auspicabile accordo Roma-Delhi

NEW DELHI. – Per la seconda volta in cinque mesi il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti è sbarcata oggi a New Delhi in visita privata per incontrare i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, “manifestare loro la vicinanza del governo italiano” e “informarli personalmente su quello che si si sta facendo e si farà” per risolvere la loro vicenda. Nell’ambito di una visita volutamente di basso profilo che l’ha portata per due giorni in Afghanistan fra i militari italiani ad Herat, e poi per alcune ore a New Delhi, il ministro ha detto all’ANSA di aver avuto “il piacere di poter parlare con loro. Li ho trovati certo preoccupati, ma con un senso di dignità e onore che rispecchia la scelta di essere militari”. “Ho saputo che attualmente sono con le famiglie che li circondano d’affetto – ha sottolineato – ma è un fatto che loro si trovano qui e non in Italia”.  Pinotti ha quindi allargato il discorso ricordando la “recente dichiarazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi sul nuovo governo indiano con cui l’Italia vuole parlare ed aprire un canale di comunicazione importante”. Siamo in una fase di esplorazione, ha proseguito, “per una comunicazione che possa portare ad uno scambio di punti di vista che, va detto, “è anche uno dei passi richiesti dalla prassi giuridica per un primo approccio all’internazionalizzazione della vicenda, che è l’obiettivo del governo italiano”. Speriamo, ha proseguito, che “questo canale possa avere un approdo diverso a quanto avvenuto in passato, ed il fatto che ci siano due governi nuovi può agevolare in questo senso”. C’è un’interlocuzione fra Roma e New Delhi, ha infine sottolineato, ma è certo che “la possibilità di un accordo fra i due governi sarebbe l’elemento più auspicabile” per risolvere questa vicenda. Un clima positivo per un possibile discreto lavoro diplomatico bilaterale è peraltro dato dal fatto che gli aspetti giudiziari riguardanti l’incidente in mare del 15 febbraio 2012 in cui si registrò la morte di due pescatori keralesi sono attualmente in una fase di stand-by sia a New Delhi sia a Roma. Sui due ricorsi alla Corte Suprema indiana non si prevedono novità per molte settimane. Ed anche il procedimento presso la Procura di Roma non è stato archiviato ma è fermo, sono le parole del procuratore capo Giuseppe Pignatone, “in attesa che l’autorità indiana dia corso alle commissioni rogatorie da tempo presentate, e già sollecitate”. Anche le due recenti udienze di fine luglio a Delhi nel tribunale speciale della “Session Court” e nella Corte Suprema per il rinnovo delle garanzie bancarie a sostegno della libertà dietro cauzione dei militari italiani si sono rivelate pura routine e non hanno modificato la situazione. Nella sua campagna elettorale il premier Narendra Modi ha assunto posizioni dure sui marò. Ma con il passare del tempo e con una vicenda che se mal gestita può arrecare danno all’immagine dell’India, c’è spazio secondo molti per una soluzione diplomatica del tipo “win-win” in cui nessuna delle due parti esca chiaramente sconfitta, ma che permetta di raggiungere l’obiettivo più importante: il ritorno in Patria di Latorre e Girone. (di Maurizio Salvi/ANSA)

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