Capo paramilitare colombiano arrestato a Imperia

ROMA/BOGOTÀ. – E’ accusato, tra l’altro, di oltre 130 omicidi commessi in Colombia dal Blocco Catatumbo delle Autodefensas Unidas de Colombia, (Auf, uno dei principali gruppi paramilitari del paese): ricercato dall’Interpol, la latitanza del colombiano Domenico Antonio Mancuso Hoyos, di 49 anni, è finita ieri ad Imperia, dove è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. Domenico Antonio Mancuso è cugino dell’ex capo paramilitare Salvatore Mancuso, ma egli stesso è ritenuto responsabile di una lunga serie di omicidi compiuti dal Blocco Catacumbo. Secondo il direttore della polizia colombiana, Rodolfo Palomino, che ha annunciato su Twitter l’arresto, Mancuso non ha mai deposto le armi ed era ricercato, tra l’altro, anche per la cosiddetta strage di Gabarra (oltre 80 morti) compiuta nel maggio del 1999. Formalmente è accusato di omicidio, associazione a delinquere, sovversione e banda armata. Dopo una complessa attività di intelligence condotta dall’ Interpol, il ricercato è stato individuato nell’imperiese ed è stato arrestato ieri (ma la notizia si è appresa solo oggi) in esecuzione di un ordine di cattura internazionale, a fini estradizionali, emesso dal Tribunale della Colombia. L’uomo, riferisce la Gdf, era già presente in Italia da circa due anni quando, nello scorso maggio, è stato emanato dalle autorità sudamericane l’ordine di carcerazione nei suoi confronti. L’arresto è avvenuto da parte di unità specializzate del Corpo, normalmente impiegate nella lotta alla criminalità organizzata in Liguria e con l’ausilio di mezzi aerei. Il colombiano è stato condotto nel carcere di Marassi a Genova e messo a disposizione della Corte d’Appello e della Procura Generale della Repubblica di Genova, competenti per la richiesta di estradizione da parte delle autorità colombiane. Nel corso della perquisizione nell’abitazione in cui si rifugiava, sono stati trovati documenti e materiale attualmente al vaglio degli inquirenti. Secondo fonti delle forze di sicurezza citate dai media colombiani, Mancuso si trovava in Italia per avviare vari progetti immobiliari, tra cui quello relativo a un albergo a cinque stelle, attraverso i quali riciclare fondi provenienti da organizzazioni di narcotrafficanti con le quali si erano alleati i paramilitari colombiani.

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