Ucraina: infuria la battaglia a Donetsk. Sostegno Nato a Kiev

Pubblicato il 07 agosto 2014 da redazione

MOSCA. – Infuria la battaglia a Donetsk. E la guerra in Ucraina orientale si macchia del sangue di altri civili. I proiettili dell’artiglieria di Kiev hanno cominciato ad abbattersi sul centro della città trasformata dai miliziani separatisti nella loro roccaforte e uno di loro ha colpito un ospedale uccidendo almeno una persona e ferendone altre due. Intanto, mentre le truppe ucraine provano a stringere in una morsa Donetsk e Lugansk, resta altissima la tensione al confine con la Russia, accusata da Kiev e dai suoi alleati occidentali di armare i separatisti. La Nato teme che con la scusa di una “missione di pace” Mosca possa inviare le proprie truppe sul territorio ucraino, e nei giorni scorsi ha denunciato un “pericoloso” aumento dei soldati russi alla frontiera, che sarebbero ora 20.000, 8.000 in più che a metà luglio. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a Kiev in visita ufficiale, non ha nascosto la sua preoccupazione per la situazione e ha esortato il Cremlino a “fare un passo indietro” e ad allontanare i propri militari dal confine evocando in caso contrario “sanzioni economiche ancora più profonde” di quelle varate a fine luglio da Ue e Usa, e a cui Mosca ha risposto con il congelamento per un anno delle importazioni di prodotti agricoli e alimentari dall’Occidente. Ma Rasmussen ha anche avvertito la Russia che l’Alleanza atlantica è pronta a rafforzare la propria assistenza all’Ucraina, che non è un Paese Nato ma potrebbe partecipare “a breve” a esercitazioni militari dell’Alleanza. E ha accusato Mosca di continuare a sostenere i separatisti con ancora maggiore intensità. Il conflitto ucraino è iniziato circa quattro mesi fa e, stando a dati Onu aggiornati a fine luglio, ha già fatto più di 1.100 morti. Le vittime tra i civili negli ultimi giorni sono almeno nove. Secondo le autorità comunali di Donetsk – teatro da alcuni giorni di aspri combattimenti soprattutto nella periferia sud-occidentale – i colpi di artiglieria abbattutisi nella notte sulla città hanno ucciso almeno tre persone. Mentre il consiglio comunale di Gorlivka, una cittadina anch’essa sulla linea di fuoco, denuncia che un proiettile d’artiglieria è esploso vicino a una fermata dell’autobus uccidendo altri cinque civili e ferendone dieci. L’ultimo bilancio delle perdite tra le fila dell’esercito ucraino risale invece a ieri: sette morti in 24 ore. E in seguito è arrivata la notizia di un caccia abbattuto dai miliziani, ma il pilota sarebbe riuscito a paracadutarsi in tempo. L’inasprirsi dei combattimenti ha costretto gli esperti internazionali a interrompere le ricerche nell’area in cui sono disseminati i frammenti del Boeing 777 abbattuto il 17 luglio uccidendo 298 persone. Il governo ucraino ha annunciato la fine del cessate il fuoco decretato la settimana scorsa nella zona (attorno alla cittadina di Torez) per permettere ai periti di indagare in condizioni di relativa sicurezza. E mentre la guerra dilania l’Ucraina orientale, piazza Maidan torna a infiammarsi. A Maidan Nezalezhnosti – la piazza Indipendenza di Kiev cuore della rivolta che tra novembre a febbraio ha portato alla caduta del regime del presidente filorusso Viktor Ianukovich – i manifestanti hanno dato fuoco a montagne di pneumatici per impedire agli operatori comunali di rimuovere le tende e le barricate. I dimostranti – che sono comunque molto meno numerosi di qualche mese fa – hanno anche lanciato pietre e molotov contro soldati e poliziotti e contro i circa 300 operatori giunti in piazza stamattina per smantellare l’accampamento, ancora in piedi nel centro della capitale nonostante a febbraio – proprio in seguito alla rivolta di Maidan – sia salito al potere un governo filo-occidentale. La polizia ucraina ha sequestrato agli insorti armi da fuoco, coltelli, bombe a mano e molotov. (Giuseppe Agliastro/Ansa)

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