Argentina: Kirchner cavalca la guerra agli hedge fund

Pubblicato il 11 agosto 2014 da redazione

BUENOS AIRES. – Lo scontro con gli hedge fund avrà fatto ricadere l’Argentina in default, complicando una situazione economica già di per sé difficile, ma ha fornito a Cristina Fernandez de Kirchner una causa dal tono epico per affrontare l’ultimo anno del suo mandato – “patria o avvoltoi” – che ha rilanciato la sua immagine nei sondaggi. Fino a un mese fa, la “presidenta” sembrava in ritirata. L’inflazione, superiore al 30%, il rallentamento della crescita e i problemi di riserva valutaria l’avevano forzata a prendere una serie di misure in rottura con la sua politica economica: svalutazione del 13%, flessibilità del mercato dei cambi e soprattutto iniziative tese a normalizzare i rapporti con i mercati finanziari. Risolti il problema dell’indennizzo alla spagnola Repsol per la sua estromissione da Ypf, i debiti con il Club di Parigi e le cause presso il Ciadi, Kirchner si è trovata a dover fronteggiare però con la madre di tutte le battaglie: la ristrutturazione del debito proveniente dal default del 2001, il più grande della storia contemporanea. Dopo un decennio di litigi giudiziari, la sentenza del giudice Thomas Griesa – che ordina di pagare 1,6 miliardi di dollari agli “hedge fund” che non hanno accettato gli swap – è stata confermata dalla Corte Suprema. Per il magistrato non c’erano dubbi: era arrivato il momento di pagare. Kirchner, però, non ha ceduto: in un crescendo di dichiarazioni che hanno radicalizzato lo scontro, ha definito la sentenza assurda ed inapplicabile, accusato Griesa di essere un portavoce dei “fondi avvoltoio” come vengono definiti gli hedge in Argentina, denunciato che “l’anarco-capitalismo” vuole mettere in ginocchio il suo paese e promesso: “non firmerò mai nulla possa causare danni al mio popolo”. Questo atteggiamento è stato letto con pragmatismo dagli analisti, secondo i quali al di là della retorica nazionalista Buenos Aires finirebbe per accettare un accordo con gli “hedge fund”, ma è servito anche per risvegliare un antiamericanismo che forma parte del codice genetico del peronismo. “Cristina o avvoltoi”, si legge su manifesti affissi a Buenos Aires, che ricordano il celebre “Peron o Braden”, lo slogan con il quale Peron vinse le elezioni nel 1946 ponendosi come avversario dell’ambasciatore Usa, Spruille Braden. E secondo i sondaggi il tono patriottico funziona: il gradimento del governo è salito al 32,4%, quando a giugno era del 25,5%. La vicenda è servita anche per lanciare la candidatura del ministro dell’Economia, Axel Kicillof, per le presidenziali del 2015. Questo brillante economista quarantenne di radici marxiste, noto per i suoi discorsi dal tono dotto eppure sfottente, protagonista dello scontro con gli hold out è diventato un aspirante alla guida del “modello nazionale e popolare” per l’anno prossimo, alla fine del secondo mandato di Kirchner. Così, mentre su Facebook è già comparsa una pagina “Kicillof 2015”, il giovane ministro riceverà domani il suo battesimo del fuoco parlando per prima volta dalla tribuna di un meeting politico del kirchnerismo, nel centro di Buenos Aires, convocato con la parola d’ordine: “Argentina, patria o avvoltoi”.

Ultima ora

21:00Sudafrica: Cyril Ramaphosa nuovo presidente dell’Anc

(ANSA) - JOHANNESBURG, 18 DIC - E' Cyril Ramaphosa il nuovo presidente dell'African National Congress (Anc), il partito che fu di Nelson Mandela, al potere in Sudafrica. E in questa veste sarà il candidato presidente alle elezioni del 2019 in sostituzione di Jacob Zuma, al secondo e ultimo mandato. Con 2.446 voti, i delegati dell'Anc hanno decretato la vittoria dell'attuale vice presidente del Sud Africa, Cyril Ramaphosa, contro la candidata concorrente, Nkosazana Dlamini-Zuma, ex moglie di Zuma. Ramaphosa, considerato uno degli uomini d'affari più ricchi del Sudafrica, è un veterano della lotta anti-apartheid e fu leader del potente Num (National Union of Mineworkers), il sindacato dei minatori sudafricani che con i suoi scioperi a metà anni Ottanta mise in seria difficoltà il regime segregazionista bianco. Il neo presidente dell'Anc si accredita come il riformatore che tirerà fuori l'economia sudafricana dalla morsa della corruzione nella quale, secondo le accuse, l'ha precipitata il presidente Jacob Zuma.

20:57Morto in incidente gondola, imputato condannato a 10 mesi

(ANSA) - VENEZIA, 18 DIC - Il Tribunale di Venezia ha condannato oggi a 10 mesi di reclusione il gondoliere coinvolto nell'incidente in Canal Grande che il 17 agosto 2013 costò la vita ad un turista tedesco, Joachim Vogel, che si trovava con la famiglia su un'altra gondola, speronata da un vaporetto in manovra. Per l'uomo, Davide Forcellini, il pm aveva chiesto un anno e 5 mesi. Il collegio ha condannato inoltre l'imputato al risarcimento dei danni, che sarà determinato in altra sede, decidendo una provvisionale esecutiva di 200mila euro. La tesi accusatoria, basata sull'analisi di diversi filmati, attribuiva alla gondola manovrata da Forcellini l'inizio di un maxi ingorgo di imbarcazioni che, schivandosi l'una con l'altra nel tratto di Rialto, contribuirono alla tragedia.

20:56Savoia: Franceschini, vicenda chiusa, Pantheon non esiste

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - "La sepoltura a Vicoforte è la chiusura definitiva della vicenda, non ne apre una nuova. Del resto sono la storia e la memoria a impedire anche solo di prendere in considerazione l'ipotesi di una sepoltura al Pantheon". Lo dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini, interpellato dai cronisti sulla richiesta di parte di casa Savoia di seppellire Vittorio Emanuele III al Pantheon.

20:56Matteoli: Gentiloni, cordoglio governo

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni esprime il suo personale cordoglio e quello del governo ai familiari del senatore Altero Matteoli, tragicamente scomparso oggi. Di Matteoli il premier ricorda la passione politica, la coerenza del suo percorso, il profondo senso delle istituzioni.

20:28Bolivia: Morales candidato per quarto mandato tra proteste

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Il presidente della Bolivia Evo Morales è stato proclamato candidato per il quarto mandato consecutivo alle elezioni del 2019 dalla base del partito di governo Movimento per il socialismo (Mas) in un grande evento tenutosi a Cochabamba, di fronte a migliaia di sostenitori. Lo riportano media locali. Morales è stato scelto dalle organizzazioni e movimenti che fanno parte del partito. "Missione compiuta, siamo abilitati per le elezioni", ha esclamato Morales all'evento pubblico. Il supporto da parte della sua base popolare arriva due settimane dopo che Morales stesso si è candidato, dopo aver ricevuto l'autorizzazione da parte della Corte costituzionale del Paese per presentarsi alle elezioni. La decisione è stata duramente criticata dagli oppositori, che proprio per esprimere il loro rifiuto alla ricandidatura sono scesi in piazza a migliaia nelle principali città della Bolivia.

20:24Gerusalemme: Abu Mazen, vogliono negare nostra storia

(ANSAmed) - TEL AVIV, 18 DIC - "Dichiarazioni recenti puntano a negare la nostra storia, ma questa è la nostra terra e i palestinesi continueranno a lottare in modo pacifico". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen incontrando oggi a Ramallah i capi delle Chiese cristiane per gli auguri di Natale. "Il mondo e la legge internazionale riconoscono Gerusalemme est capitale dello stato di Palestina e noi - ha aggiunto, citato dalla Wafa - resteremo uniti nel difendere Gerusalemme, le terre dei cristiani e le dotazioni islamiche". Abu Mazen ha poi sottolineato lo "stretto e costante coordinamento con il regno hashemita di Giordania per quanto riguarda i luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme, specialmente la Spianata delle Moschee e il Santo Sepolcro". In Consiglio di sicurezza Onu si discute questa sera una Risoluzione contro la decisione di Trump su Gerusalemme.

20:22Arabia Saudita: re Salman riceve direttore CIA a Riad

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Il re dell'Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, ha ricevuto oggi a Riad il direttore della CIA, Mike Pompeo. La notizia viene riportata da Al Arabiya. All'incontro, avvenuto nel palazzo Al Yamamah, hanno partecipato, aggiunge la stessa fonte, anche il ministro degli Esteri saudita, Adel Al Jubeir, il capo dell'Intelligence saudita, Khaled bin Ali Al Humaidan, e altri esponenti delle autorità locali.

Archivio Ultima ora