Iraq: Italia studia piano per inviare armi ai curdi

ROMA. – Nessun intervento militare diretto in Iraq, ma un sostegno più efficace, “anche militare”, per aiutare il governo del Kurdistan iracheno a contrastare l’avanzata dei jihadisti dell’Isis e rendere possibile la creazione di corridoi umanitari: in sostanza fornire armi e munizioni ai peshmerga, come auspicato direttamente dal presidente curdo Massud Barzani nelle sue molteplici richieste di aiuto. Il governo italiano sta delineando, con i ministri degli Esteri, Federica Mogherini, e della Difesa Roberta Pinotti, le possibili iniziative da mettere in campo. Ma serve “un’iniziativa europea” in accordo “con i principali partner”, ha spiegato la titolare della Farnesina che, così come il francese Laurent Fabius, ha scritto una lettera all’Alto Rappresentante per la politica estera Ue per valutare la possibilità di fornire armi ai curdi. “Ho scritto ieri a Catherine Ashton per chiederle formalmente la convocazione di un consiglio Affari esteri che si dovrebbe occupare di Iraq, di Gaza e di Libia, tre crisi che riguardano direttamente tutta l’Europa”, ha spiegato Mogherini, sottolineando che “diversi paesi si stanno muovendo, ma serve che l’iniziativa sia europea”. Mi aspetto “una risposta positiva”, ha aggiunto il ministro assicurando la disponibilità sua e di Pinotti di riferire in Parlamento “in qualsiasi momento”. “E’ indispensabile che l’Unione europea si mobiliti per rispondere alla richiesta d’aiuto” dei curdi in Iraq, che hanno la “necessità imperiosa di disporre di armi e munizioni che permettano loro di affrontare il gruppo terrorista dello Stato islamico”, si legge nel testo della lettera del capo del Quai d’Orsay. Ma “quella sulla fornitura di armi è una decisione che spetta a ciascun Stato membro”, spiegano fonti della Commissione Ue, che tuttavia salutano come “positiva” l’iniziativa di portare il confronto sulla questione sul tavolo di Bruxelles, anche “per avere il miglior coordinamento possibile”. Ashton ha già convocato per domani una riunione “straordinaria” degli ambasciatore del Comitato politico e di sicurezza dei 28, ma intanto la Germania frena. Nella crisi irachena, Berlino vuole limitarsi agli aiuti umanitari, ha spiegato una portavoce del ministero degli Esteri, sottolineando – dopo una proposta in tal senso avanzata da un esponente della Cdu – che la consegna di armi ai curdi non è in discussione al momento. Ancora più netto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, nell’affermare che nello scenario iracheno “la particolare responsabilità è degli Stati Uniti”. E mentre i media britannici premono su David Cameron affinché Londra affianchi Washington nei raid, il ministro degli esteri Philip Hammond ha ribadito che il ruolo britannico è al momento di natura esclusivamente “umanitaria”. (di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)

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