Diplomazia europea rientra dalle ferie, il 15 summit su Iraq

BRUXELLES. – L’Europa rientra dalle ferie e si mobilita in aiuto dell’Iraq, assediato dalla morsa del terrore dello Stato islamico (Isis). L’Alto rappresentante Ue Catherine Ashton, dopo le richieste del numero uno della diplomazia italiana Federica Mogherini e del suo omologo francese Laurent Fabius, ha convocato un consiglio Esteri straordinario per Ferragosto. Una riunione da cui dovrà emergere “una decisione su un’azione comune forte e coordinata”, secondo il capo della Farnesina e presidente di turno del consiglio, ma alla quale ancora non è certo saranno presenti tutti i ministri dei 28. Sul tavolo, la possibilità per gli Stati membro di fornire armi all’Iraq, e quindi ai peshmerga curdi, nel quadro di un coordinamento europeo (possibilità che ha già incassato un’apertura da parte gli ambasciatori del Cops), e l’ipotesi di organizzare un ponte aereo umanitario per mettere in salvo le decine di migliaia di cristiani e yazidi isolati sulle montagne del Sinjar, considerata una priorità assoluta. Si analizzerà la situazione politica nel Paese, col primo ministro iracheno Nuri al Maliki deciso a non mollare il posto al nuovo premier designato Haydar al Abadi, incaricato di formare un nuovo governo di riconciliazione, e fortemente appoggiato dalla comunità internazionale. Ma si parlerà anche delle minacce derivanti dalla crisi per la sicurezza dei Paesi dell’Unione (come quello costituito ad dal fenomeno dei combattenti Ue di ritorno), e come colpire le fonti di approvvigionamento di denaro dell’Isis, che sostenuti dalle tribù sunnite e dal partito Ba’th, negli ultimi tempi, oltre ad estorcere milioni di dollari alla comunità del business della Regione e a depredare banche, starebbero vendendo petrolio greggio in Siria orientale, spiega un diplomatico europeo. In particolare, quanto alla fornitura delle armi – che la Francia ha annunciato di avviare a breve – saranno esplorate le condizioni dell’embargo all’Iraq (del 2001 e poi rivisitato nel 2003 con l’introduzione di eccezioni) ed il Codice di condotta Ue. Inoltre potrebbe essere valutata l’ipotesi di un approvvigionamento diretto ai curdi, bypassando le autorità irachene, anche se proprio Baghdad sta contribuendo in modo diretto, col trasferimento a Erbil di 42 tonnellate di munizioni. Sono in corso anche consultazioni con i Paesi vicini all’area di crisi, dall’Arabia Saudita alla Turchia, alla Giordania, dove l’Ue ha delegazioni proprie, e attraverso la diplomazia italiana in Iran. Intanto il premier britannico David Cameron è rientrato in anticipo dalle vacanze in Portogallo per partecipare alla riunione del Cobra (comitato d’urgenza) sulla crisi irachena. Il Regno Unito, che ha già messo a disposizione i suoi elicotteri per il trasporto di materiale militare, “avrà un ruolo nella missione umanitaria internazionale”. Vacanze finite anche per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che definisce l’intervento Usa contro l’Isis “molto importante”. Berlino ha deciso di consegnare a Baghdad equipaggiamento militare non letale. (Patrizia Antonini/Ansa)