Atletica Europei: Grenot e Straneo, l’Italia è donna

ROMA. – Italia a tinte rose per ritrovare l’azzurro. Sono le donne, venute da lontano, muscoli e fatica, mamme, divoratrici di pista e strada, lacrime e sorrisi, a fare più grande la nazionale di atletica che dopo quattro giorni di buio agli europei di Zurigo ritrova il sorriso proprio grazie a loro: si chiamano Libania Grenot, cubana di nascita, italiana per amore, e Valeria Straneo, 44 kg portati da Alessandria e 42.197 km nelle gambe diventate così lunghe da spingerla ancora sul podio. Già perché dopo l’oro-show della ‘panterita’ nei 400 metri nel giorno di Ferragosto, è proprio la Straneo che conquista un argento magico nella gara della fatica, quella maratona che già un anno fa ai mondiali di Mosca le aveva regalato medaglia e soddisfazione dello stesso colore. “Questo è un argento che vale tanto, non si deve mai dare nulla per scontato – esulta la maratoneta azzurra, una malattia alle spalle, l’asportazione della milza che non le ha tolto forza nelle gambe, ma ha rafforzato ilo coraggio ad andare avanti -. Sono stata a un soffio dall’oro, ma sono felice così. Il percorso era davvero tosto, le salite si sentivano e ora ce l’ho tutte sulle gambe. Non ho da rammaricarmi di nulla sulla mia condotta di gara. L’ho vissuta come piace a me: sempre nelle posizioni di testa, anche se nella seconda salita forse non avrei dovuto assecondare troppo la croata quando l’ha messa giù pesante”. Una gara che la piemontese ha fatto sempre da leader, come la collega di origine cubana sul giro di pista: davanti però l’azzurra, 38 anni, si è trovata la francese Christelle Daunay, che di candeline ne spegnerà 40 a dicembre, in super forma e spedita verso l’oro in 2h25’14 (a completare il podio la portoghese Jessica Augusto). “Sapevo che la Daunay era l’avversaria più temibile, mi aveva già battuta a New York e ai Mondiali di mezza maratona a Copenaghen – ammette la Straneo avvolta nel tricolore, con la lunga coda bionda ancora a ondeggiare -. E’ una che non molla mai. Io sapevo che l’oro era lì ad un passo, ma verso il 39esimo chilometro è arrivato un crampetto al polpaccio a darmi fastidio. Il crono non l’ho nemmeno guardato, poi mi sono accorta che è identico (2h25:27) a quello delle Olimpiadi di Londra dove sono arrivata ottava”. E sul podio a cantare l’inno ci salgono tutte le ragazze della maratona (Anna Incerti, 6/a, Nadia Ejjafini, 12/a, Emma Quaglia, 14/a e Deborah Toniolo 16/a) che regalano all’Italia l’oro a squadre della coppa Europa. “Non è una sorpresa, siamo fortissime! – sorride la vicecampionessa europea – Adesso ho bisogno di una bella vacanza, parto dopodomani per la Sardegna con mio marito Manlio e i miei figli Arianna e Leonardo. Oggi erano tutti a vedermi e lungo il percorso sono riuscita anche a dargli il cinque. Un’altra maratona? Intanto devo smaltire questa, poi mi piacerebbe tornare a New York. L’anno prossimo non penso di correre i Mondiali di Pechino, vorrei prendermi una stagione di respiro”. Quello che lei e Libania hanno ridato all’Italia: gli europei ora sono comunque rosa.

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