Renzi porta l’Unione Europea in Iraq, i nostri confini sono lì

FORTE DEI MARMI (LUCCA). – Nel giorno in cui i ministri degli Esteri e della Difesa Federica Mogherini e Roberta Pinotti chiederanno al Parlamento il via libera per l’invio di armi ai curdi, il premier Matteo Renzi vola domani in Iraq per una missione lampo ma altamente delicata a causa degli scontri del Paese e per gli occhi del mondo puntanti sull’ennesimo conflitto che, secondo il grido d’allarme del Papa, alimenta “la terza guerra mondiale”. Renzi chiude i tre giorni di vacanza con la famiglia a Forte dei Marmi, ignorando le accuse di Grillo sui costi elevati dell’albergo. E si prepara da domani a tornare in campo sia sul fronte interno che estero. La visita a Bagdad e Ebril sarà in qualità di presidente dei turno del semestre europeo oltre che di premier italiano. E della nuova crisi irachena il premier ha fatto il punto anche con l’amministrazione americana attraverso l’ultima conversazione telefonica avuta con Barack Obama. L’Italia ha deciso davanti alla violenza scatenata dagli jihadisti dell’Isi di fare la sua parte ma ancora di più uno degli obiettivi della presidenza italiana in Ue è far sì che l’Europa parli con una voce sola anche in politica estera. “L’Europa – è la convinzione di Renzi – non è solo Maastricht e spread, i nostri aiuti umanitari sono lì, sempre più i confini dell’Europa (la Libia, l’Ucraina, il Mediterraneo, il Medio Oriente e l’Iraq) sono questione centrale per l’Europa”. Domani a Bagdad il presidente del Consiglio avrà un incontro bilaterale con il presidente iracheno Fuad Masuum, con il premier incaricato di formare il nuovo governo Haidar Al Abadi e con il premier uscente Nuri Al Malisi. Ad Ebil Renzi dovrebbe incontrare il presidente del governo regionale del Kurdistan iracheno Masud Barzari e visitare un campo profughi. Già in serata, anche per il divieto di sorvolo sull’Iraq dopo le 23, Renzi tornerà a Roma. E da giovedì vuole chiudere il trittico di riforme giustizia civile-Sblocca Italia e scuola in programma per il Consiglio dei ministri del 29. “L’unico piano non segreto del Governo”, replica stizzito su Twitter Renzi davanti alle ricostruzioni giornalistiche su piani più o meno segreti. Giovedì, a quanto si apprende, il premier ha già convocato i ministri interessati a Palazzo Chigi. Rendere civile una giustizia che “oggi non lo è”, velocizzare infrastrutture e permessi con lo Sblocca Italia, movimentando 40 miliardi di euro già stanziati e disegnare “l’Italia del futuro” con le linee guida sulla scuola da aprire poi alla consultazione pubblica. Piaccia o no, Renzi tira dritto sulla sua strada ignorando polemiche e malumori delle opposizioni. E a dimostrare che le urgenze non possono aspettare i tempi della politica, domani sarà in Iraq proprio mentre il Parlamento decide la linea dell’Italia sull’invio di armi. (Dell’inviata Cristina Ferrulli/ANSA)

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