Due Americhe, ricchi cercano il lusso, poveri armi e Dio

NEW YORK. – Ci sono due Americhe: una America ricca e un’America povera. L’America ricca sogna fotocamere, vacanze in destinazioni esotiche, passeggini che permettono di fare il jogging mentre i genitori portano a spasso il bebe’. L’America povera insegue pistole, diete, video-game, religione. La stessa nazione, due lingue diverse. Il New York Times ha disegnato la mappa dei desideri online degli americani: uno spiraglio rivelatore sull’inconscio delle diseguaglianze del paese. La mappa è il frutto del lavoro di Upshot, il blog del quotidiano che cerca di spiegare la realtà con l’ausilio dei numeri. Analizzando ogni contea degli Stati Uniti per determinare in base a sei fattori chiave tra cui il reddito, l’istruzione e la durata media della vita, i suoi esperti hanno individuato le aree del paese dove si vive peggio e quelle in cui si vive meglio, poi hanno incrociato i risultati con le ricerche condotte sul web dai loro residenti. In Kentucky, Arkansas, Maine, New Mexico, Oregon, cinque tra gli stati con le più difficili condizioni di vita, i termini specifici più comunemente usati su Google sono risultati relativi a problemi di salute – “lupus”, “ipertensione”, “dieta da 1.500 calorie” – armi, videogiochi, e dove l’attenzione per la religione si colora di toni apocalittici. Altra storia in Nebraska, Iowa, Wyoming, nelle grandi aree metropolitane del Nord Est e della West Coast: lì si sognano macchine fotografiche digitali, gadget per genitori di neonati, prodotti Apple, rulli di gomma per sciogliere i muscoli, e varie destinazione esotiche, da Machu Picchu alla Nuova Zelanda, la Svizzera e Pyeongchang, la città sudcoreana che ospiterà i giochi olimpici 2018. Significative le classifiche: al primo posto nei luoghi “facili” è la ricerca della Canon Elph. “Free Diabetic” sono le parole chiave in testa nei posti dove si vive male. “Differenze che possono semplicemente riflettere preferenze culturali”, ha commentato David Leonhardt, il responsabile dl blog, ma “la lezione che emerge dalla nostra analisi è deprimente: negli ultimi quattro decenni l’aumento delle diseguaglianze ha creato due Americhe molto diverse e in una di queste Americhe si sta molto peggio”.  (di Alessandra Baldini/ANSA)

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