Onu: 2013 “annus horribilis” per gli operatori umanitari

NEW YORK. – Il 2013 e’ stato un “annus horribilis”, ma i primi otto mesi del 2014 non lasciano sperare in meglio: il mestiere dell’operatore umanitario nel mondo sta diventando sempre più pericoloso. Nell’anniversario dell’attentato al quartier generale Onu di Baghdad in cui il 19 agosto 2003 persero la vita 22 persone tra cui il capo missione Sergio Vieira de Mello, le Nazioni Unite hanno reso omaggio oggi agli uomini e alle donne quotidianamente impegnati in missioni salva-vita, spesso in circostanze difficili e pericolose. “Nella giornata mondiale degli operatori umanitari onoriamo l’eroismo di persone che con coraggio e a rischio della vita corrono in aiuto di chi ha bisogno. Ricordiamo i loro sacrifici e riconosciamo che nel mondo ci sono milioni di persone che fanno affidamento sul loro lavoro per la loro sopravvivenza”, ha detto il segretario generale Ban Ki moon. Se ne e’ parlato anche in Italia, paese dalla profonda e antica vocazione umanitaria: “Un World Humanitarian Day amaro: in aumento gli attacchi agli operatori umanitari e 11 anni dopo quell’attentato all’Onu a Baghdad, l’#Iraq soffre ancora”, ha twittato il ministro degli Esteri Federica Mogherini mentre il direttore della Cooperazione Italiana, Gianpaolo Cantini ha offerto un “tributo e sincero ringraziamento a tutti gli operatori umanitari italiani, per loro dedizione e professionalità, con alti rischi”. Mentre il Consiglio di Sicurezza si riuniva per un dibattito sulla protezione dei civili nei conflitti armati, nell’atrio del Palazzo di Vetro una corona di fiori e’ stata deposta oggi in memoria delle vittime dell’attentato di Baghdad e di tutti gli operatori umanitari che hanno perso la vita nel compimento della loro missione: un numero tristemente in crescita, secondo nuove statistiche pubblicate dall’organizzazione britannica Humanitarian Outcomes. I dati mostrano che nel 2013 155 operatori umanitari hanno perso la vita, 171 sono stati gravemente feriti e 134 sequestrati, un aumento del 66 per cento rispetto alle vittime dell’anno precedente. Con 81 operatori uccisi nel 2013 l’Afghanistan e’ tuttora il paese più letale per numero di attentati alle agenzie umanitarie e alle persone che ci lavorano. Non e’ andata meglio quest’anno: statistiche preliminari fino al 15 agosto contano 79 operatori uccisi dall’inizio dell’anno. I mesi di luglio e agosto sono stati i peggiori con un aumento degli attacchi nella Striscia di Gaza e Sud Sudan.

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