Contagio Ice Bucket, gavettone sfiora i grandi del mondo

ROMA. – Una secchiata d’acqua gelata, una smorfia di dolore e un urlo, poi il sollievo e lo sguardo di sfida mentre si gocciola: la moda-video virale su YouTube dell’ “autogavettone gelato benefico”, o “Ice Bucket Challenge”, per la sensibilizzazione e la raccolta di fondi a favore della ricerca sullo Sla, sfiora ormai i vertici politici e si ferma in attesa di una risposta di Matteo Renzi, di Bill Clinton, di Barack Obama e perfino di Papa Francesco. Nata come iniziativa di buontemponi all’inizio dell’estate, poi “dirottata” sulla campagna di sensibilizzazione sulla Sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che uccide lentamente milioni di persone ma non ha la stessa visibilità del cancro o dell’Aids, funziona così: chi viene sfidato, se ne ha il coraggio, ha 24 ore di tempo per rovesciarsi addosso un secchio di acqua gelata, altrimenti deve fare una donazione all’associazione. O può fare entrambe le cose. Chi supera la prova – non ci saranno oltretutto inchieste indipendenti per verificare la reale temperatura dell’acqua – conquista il diritto di sfidare altre persone. La condivisione sui social network è un’altra fetta del fenomeno: solo su Facebook oltre 28 milioni di persone hanno partecipato alla conversazione sull’Ice Bucket Challenge e sono stati condivisi oltre 24 milioni di video delle ‘secchiate’. La moda ha lentamente scalato la piramide della celebrità, spargendosi come un’epidemia nel mondo delle popstar, degli attori, delle modelle, degli imprenditori e delle celebrità, su su fino al mondo della politica. E la Als, l’associazione americana che l’ha promossa, comunica oggi di aver raccolto già ben 31 milioni e mezzo di dollari in donazioni. Una cifra record considerando che lo scorso anno nello stesso periodo (29 luglio-20 agosto) erano stati raccolti 1,9 milioni di dollari. In Italia fra i tanti si sono “autogavettonati” il calciatore Mario Balotelli, il ballerino Roberto Bolle, lo showman Fiorello, che ha lanciato il guanto (o il secchio) nientemeno che al presidente del Consiglio, come ha fatto nelle stesse ore la cantante Laura Pausini che ha lanciato addirittura una “triplice” sfida in ossequio alla ‘par condicio’, nominando oltre che Renzi anche Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Non è escluso che il premier, amante dei social network, accetti la sfida, forse approfittando di qualche pausa in famiglia, sulla costa della Versilia. Mentre è un po’ più difficile da immaginare papa Francesco che si faccia riprendere mentre viene bersagliato in abito talare da una secchiata d’acqua, anche se potrebbe ricorrere ad un gavettone “simbolico”. Al pontefice tuttavia la sfida è stata lanciata dalla popstar americana Shakira, a sua volta “sfidata” dalla modella brasiliana Gisele Bundchen, e che l’ha rivolta anche al suo “collega” britannico Chris Martin. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è ormai impossibile contare le star internazionali sottopostesi al “supplizio”: si va dal patron di Facebook, Mark Zuckerberg, alle popstar Justin Bieber, Lady Gaga, Miley Cyrus, Gwen Stefani e Britney Spears – per citare i casi più recenti -, pezzi grossi di Hollywood, fra cui il regista Steven Spielberg e l’attore Robin Williams, pochi giorni prima della morte. L’ex presidente Usa George W. Bush nel “suo” video sembra (o finge) di voler staccare l’assegno perché farsi infradiciare “non sarebbe molto presidenziale”, ma si prende lo stesso la secchiata dalla moglie Lauren, che compare all’ultimo, e che dice ironica “l’assegno lo stacco io, non intendo rovinarmi la pettinatura”. La sfida è rivolta al suo predecessore Bill Clinton, ma nel frattempo c’è già qualcuno che ha sfidato lo stesso inquilino della Casa Bianca: lo aveva fatto alcuni giorni fa Bill Gates. (di Fabio Govoni/ANSA)

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