Il Papa a presidente Iraq, risolvere la crisi

CITTA’ DEL VATICANO. – La crisi umanitaria che sta devastando l’Iraq deve trovare una soluzione. Bisogna porre fine alle “brutali sofferenze” che stanno sopportando i cristiani e le altre minoranze. Papa Francesco ha scritto così al presidente iracheno Fuad Masum, rinnovando l’appello a fare tutto il possibile per porre fine al dramma umanitario che sta vivendo parte della popolazione del Paese asiatico. La lettera era stata consegnata alle autorità irachene dall’inviato del Papa, il cardinale Fernando Filoni, nella sua visita che si è svolta nei giorni scorsi. E Filoni, appena rientrato da Baghdad, è stato ricevuto da Papa Francesco. Bergoglio ha voluto sapere quale fosse la situazione, che cosa ha visto e sentito il suo inviato. Un Papa “molto attento, molto preso” che “ha a cuore – ha riferito Filoni – tutte le situazioni”, in primo luogo le attese e le preoccupazioni dei cristiani che sono stati sfollati dalla piana di Ninive e che ora sono nel Kurdistan. Sperano di tornare, prima o poi, nelle loro case ma per questo è necessaria – ha detto Filoni – “una cintura di sicurezza”. “Rinnovo il mio appello a tutti gli uomini e le donne che hanno responsabilità politiche – ha scritto il Papa nella lettera a Masum – perché usino tutti i mezzi per risolvere la crisi umanitaria”. “Mi rivolgo a lei con il cuore pieno di dolore – dice ancora Papa Francesco che in questi giorni ha ripetutamente lanciato appelli per la situazione dell’Iraq – mentre seguo la brutale sofferenza dei cristiani e di altre minoranze religiose costretti a lasciare le loro case, mentre i loro luoghi di culto sono distrutti”. Quindi spiega alle autorità di Baghdad il senso della missione del cardinal Filoni: “Esprimere la mia preoccupazione, e quella dell’intera Chiesa cattolica, per la sofferenza di coloro il cui unico desiderio è di vivere in pace, in armonia e in libertà nella terra dei loro progenitori”. Un messaggio di vicinanza ai cristiani dell’Iraq è stato inviato dal cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Caritas internazionale. “Siamo accanto a voi, potete contare su di noi”, ha scritto al patriarca di Babilonia, mons. Louis Raphael Sako, e al presidente di Caritas Iraq, mons. Shlemon Warduni. Di ritorno dall’Iraq anche l’arcivescovo di Lione, il cardinal Philippe Barbarin. Colpito dalla “ammirevole” testimonianza di fede di questi cristiani, Barbarin dice senza usare mezzi termini: “Adesso è il momento di agire, mettere tutto in opera: provvedere ai bisogni immediati delle popolazioni sfollate, far sparire l’Isis, trovare una soluzione politica per il futuro dell’Iraq con delle azioni politiche e militari”. ( Manuela Tulli/Ansa)

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