Argentina: incertezza su “tango bond”, dollaro schizza

BUENOS AIRES. – L’incertezza sull’esito dello scontro fra l’Argentina e gli hedge fund nei tribunali di New York – con nuovi scambi di accuse fra il giudice Thomas Griesa e il governo di Buenos Aires – ha innescato una nuova svalutazione del peso rispetto al dollaro americano, mentre l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) ha dichiarato che il paese sudamericano sta violando l’accordo generale sulle tariffe (Gatt) in materia di importazioni. Il governo argentino ha accusato Griesa di voler “imporre condizioni al Congresso, massimo organo legislativo della Nazione”, per aver definito “illegale” ieri il disegno di legge annunciato dalla presidente Cristina Fernandez de Kirchner per risolvere la questione dei “tango bonds” ristrutturati, anche se non ha dichiarato che il Paese si trova in oltraggio alla corte, giacché l’iniziativa non è stata ancora varata dal Parlamento. Kirchner vuole che la norma sia approvata entro il 30 settembre, cioè della nuova scadenza per pagare i buonisti che hanno accettato gli swap, dopo che Griesa ha bloccato un pagamento depositato nel giugno scorso presso la Bank of New York Mellon – ponendo l’Argentina in situazione di default parziale – anche se i principali partiti dell’opposizione si sono già dichiarati contrari all’iniziativa, che potrebbe essere votata solo dalla maggioranza governativa. In questo clima di incertezza in quanto al possibile esito del litigio giudiziario a New York, sul mercato ufficiale il prezzo del dollaro – dopo essere aumentato di 11 centesimi di peso ieri – oggi è salito di altri 4 centesimi, arrivando a 8,44 pesos, la variazione maggiore dal gennaio scorso, quando è passato da 6,52 a 8 pesos in una sola giornata. Anche sul mercato informale, detto “blue”, dopo aver rotto successivi record di quotazione nelle ultime 48 ore, raggiungendo i 14 pesos, il dollaro oggi è sceso a quota 13,7 pesos, comunque al di sopra dei 13,6 pesos che avevano portato alla svalutazione ufficiale del gennaio scorso. Ai problemi con il debito estero, il mercato valutario e l’inflazione – il governo ha sospeso durante 15 giorni l’esportazione di carne, per permettere una riduzione dei prezzi sul mercato locale – ora si è aggiunta anche una dichiarazione del Wto, secondo la quale Buenos Aires sta violando l’accordo Gatt con il suo sistema di autorizzazione delle importazioni, denunciato come poco trasparente e protezionista da 43 paesi, fra i quali Stati Uniti, Unione Europea e Giappone.