Italiane rapite: le famiglie tra paura e speranza

MILANO. – Continuano i giorni drammatici per le famiglie di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie di 21 e 20 anni rapite in Siria a fine luglio. Giorni in cui si alternano notizie che fanno temere il peggio per la sorte delle due ragazze a precisazioni che riaccendono le speranze dei genitori i quali, come ha spiegato il padre di Vanessa, sono in ogni caso costretti a convivere con l’angoscia che cresce. Mentre “dalla Farnesina l’unica cosa che continuano a ripeterci è che dobbiamo avere tanta pazienza”. Una “buona notizia”, come l’ha definita Silvana Alberio, sindaco di Gavirate, il piccolo comune in provincia di Varese dove vive Greta, è arrivata oggi dal sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, il quale ha chiarito che non risulta al momento che le due giovani siano in mano ai jihadisti dell’Isis, responsabili della macabra decapitazione del giornalista americano Jim Foley. “Il fatto che non siano in mano all’Isis per noi non è una smentita, perché mai avevamo avuto conferme ufficiali che lo fossero: dalla Farnesina l’unica cosa che continuano a ripeterci è che dobbiamo avere tanta pazienza”, ha spiegato con la voce sempre più stanca al telefono Salvatore Marzullo, papà di Vanessa. Gestisce un ristorante nel Bergamasco, ma ormai tutti i suoi pensieri sono per la figlia che sul sito dell’associazione Horryaty spiega di essere una studentessa di Mediazione Linguistica e Culturale, con buona conoscenza di Arabo e Inglese. “Finora quelle che girano sono solo notizie di stampa – ha aggiunto papà Salvatore – di ufficiale e sicuro a noi non è stato comunicato nulla; ieri addirittura ho dovuto chiamare io la Farnesina per avere qualche spiegazione, oggi invece sono stato contattato ma solo per sentirmi dire di avere pazienza e fiducia, mi hanno ripetuto di stare tranquillo che faranno di tutto e anche più del 100% per riportarle a casa, come se fossero le loro figlie”. Anche a Gavirate, come ha raccontato il primo cittadino, “c’è molta preoccupazione e la partecipazione emotiva dei concittadini è forte, ma allo stesso tempo c’è anche ottimismo e le stesse parole del rappresentante del governo ci danno maggiore speranza”. Questi sono i momenti in cui, però, ha spiegato Alberio, “tutti gli sforzi devono essere rivolti nel cercare di riportarle a casa e poi, quando tutto sarà finito, festeggeremo”. Intanto, don Andrea Gariboldi, che è stato insegnante di religione di Greta Ramelli e l’ha sempre descritta come una “ragazza forte, coraggiosa e determinata”, ha chiarito che la famiglia della ragazza continua a chiedere a tutti “il riserbo più assoluto, perché queste sono ore davvero delicate”. Nel frattempo, Roberto Andervill, cofondatore del progetto Horryaty insieme alle due ragazze, ha spiegato che la preoccupazione resta quella del “primo giorno”. Non ci sono elementi, ha aggiunto, “per dare credito alla notizia che Vanessa e Greta siano nelle mani dell’Isis”.

Condividi: