Il deputato del M5s Di Battista, Foley vittima dell’imperialismo Usa. E’ sdegno

Pubblicato il 22 agosto 2014 da redazione

ROMA. – La decapitazione del reporter americano James Foley “è in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib” e in ultima analisi dell’ “inaccettabile imperialismo americano”. Dopo aver giustificato coloro che reagiscono ai bombardamenti dei loro villaggi diventando kamikaze, il deputato M5s Alessandro Di Battista trova nuove ragioni nel comportamento dei miliziani dell’ Isis negli abusi e nelle torture compiute dagli americani nel carcere di Abu Ghraib ai tempi della guerra contro Saddam Hussein. Quelle violenze, sostiene il parlamentare grillino, hanno esacerbato gli animi degli islamisti portandoli a cercare vendetta. Immediate partono le reazioni sdegnate e bipartisan del mondo politico che censurano le parole del grillino. La premessa di Di Battista è che la violenza subita da Foley sia “indecente, barbara e inaccettabile”. Ma può essere spiegata se si torna con il pensiero ad Abu Ghraib. “Le violenze commesse in quella prigione furono senz’altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l’indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest’ultimo anche figlio dell’indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano che ha portato milioni di persone a morire di fame”, è la sua tesi. Insomma, alla fine della catena c’è sempre la politica degli Stati Uniti. Di Battista respinge tutte le critiche ricevute per la sua prima esternazione (quella dei kamikaze) e attacca: “Non basta certo una strumentalizzazione becera a farmi smettere di impegnarmi a fondo in quello in cui credo”. A dargli man forte, scende in campo anche Beppe Grillo: il leader M5s risponde a muso duro a Renzi, che prendendo spunto dal no dei grillini all’incontro con il ministro Orlando li aveva attaccati facendo sue le parole di Matteo Orfini: “Con i terroristi bisogna interloquire ma guai a farlo con il governo…”. Grillo replica indignato: “C’è una campagna stampa contro il M5S che è vergognosa: siamo a favore del terrorismo, dialoghiamo con i terroristi e non con il governo… Queste sono schifezze del nostro ebetino presidente del consiglio”. Non solo: il leader del movimento minaccia di querelare Renzi e di chiedergli i danni. Le posizioni di Di Battista, in ogni caso, non sono isolate nel mondo che ruota intorno al movimento di Grillo. Anche il costituzionalista Paolo Becchi aveva espresso concetti simili, applicandoli alla vicenda delle due ragazze italiane rapite in Siria: “Armi ai curdi, poi però non lamentiamoci se alle due italiane, attualmente in mano all’Isis, venga tagliata la gola”. Sdegnate le reazioni delle altre forze politiche. Per il senatore pd Andrea Marcucci le parole di Di Battista e Becchi sono “allucinanti”. Secondo l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi le argomentazioni del deputato M5s sono “disgustose” e lui dovrebbe dimettersi. “Sbagliare è umano, perseverare è Di Battista”, ironizza Daniele Capezzone, anch’egli di Forza Italia. Per stigmatizzare la nuova presa di posizione del parlamentare cinque stelle si fa sentire anche il deputato del Pd di origine marocchina Khaled Chaouki: “Rimango incredulo e disgustato dalla profonda ignoranza del collega Alessandro Di Battista rispetto alla natura dell’Isis e la sua profonda ideologia di morte”.  (di Marco Dell’Omo/ANSA)

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